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Archive for giugno 2009

Per valorizzare il proprio giardino non basta curare il prato, i fiori, le piante e tutto quello che c’è attorno, bisogna anche selezionare degli arredi che siano semplici ed eleganti, funzionali e comodi. Pensando a questi elemnti spesso focalizziamo solo tavioli, tavolini e sedie, ma in realtà il mercato ci offre ubna vastissima scelta di mobili studiati e disegnati proprio per gli esterni e realizzati per durare nel tempo e resistere alle intemperie anche tutto l’anno.

Insomma, il mercato ci propone lampade di varia forma e design, pensate per illuminare al meglio gli esterni, gazzebi di dimensioni divgerse, perfetti per proteggersi dall’umidità serale e trascorrere momenti di vero relax ed infine vastissime scelte di barbecue su cui preparare succulente grigliate, organizzando feste e pranzi duranti i quali invitare gli amici, i parenti e riunire la famiglia.

La cosa a cui bisogna stare più attenti nella scelta di questi arredi è il materiale con cui sono fatti, visto che rimarranno all’esterno molto a lungo e saranno soggetti ad intemperie e variazioni climatiche. Scegliete, ad esempio, i materiali metallici come il ferro battuto o l’acciaio cromato per sedie e tavoli. Per gli arredi da giardino ci sono poi svariati materiali composti da resine plastiche molto gradevoli alla vista e che hanno un ottimo equilibrio qualità prezzo.

Insomma, c’è molto da provare, se volete vedere tanti prodotti e confrontarli vi consiglio di visitare questo sito: Gardenshop

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Avere un prato biologico in casa propria è possibile? Sì, direi di sì. Un pò come hanno fatto i coniugi Obama a Washington, solo che lì non si trattava di una casa normale, ma di una casa bianca…ma ritorniamo a noi. Chi non ha particolari esigenze o grandi distese di terra da coprire di verde non ha poi una grande necessità di utilizzare pesticidi, diserbanti o qualsiasi genere di concime chimico, soluzione che io consiglio caldamente per guadagnarci in salute e per un minimo di rispetto dovuto al nostro pianeta.

Fare questo passaggio non sarà semplicissimo, inizialmente il vostro prato subirà il colpo e vi darà un pò da fare costringendovi a mantenere un pò di pazienza, ma se andrete avanti alla fine i risultati saranno soddisfacenti. Le accortezze da tenere non sono poi tante, bisogna innanzitutto regolarsi diversamente con il taglio dell’erba che dovrete fare meno spesso, operando quando sarà cresciuta fino a 7-8 centimetri, in modo da rafforzarla.

In seconda battuta sarà necessario non ripulire il prato dopo averlo rasato, ma lasciare i filamenti tagliati lì dove sono cosicchè funzionino da ricostituente, una specie di concime naturale, infine c’è bisogno di innaffiare parecchio, tenendo sempre il prato dissetato ed umido.

Provate a seguire questi consigli, ci provo anche io e staremo a vedere cosa succede.

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Continuiamo con l’elenco delle malattie fungine che possono colpire il nostro tappeto erboso.

Sclerotinia (Sclerotinia homeocarpa)

Sul tappeto erboso si notano numerose chiazze, di 2-5 cm di diametro, clorotiche o biancastre e successivamente bruno-giallastre, che tendono a confluire in ampie zone, necrotiche; le foglie presentano delle chiazze biancastre con un margine porpora. L’infezione è frequente da maggio a ottobre, con 15-30°C e clima umido, su tappeti rasati di frequente e coltivati su terreni secchi, sabbiosi, poveri di azoto. È la malattia più diffusa in tutta Italia. È una malattia che si sviluppa con temperature medio-alte ed attacca esclusivamente steli e foglie. In presenza di rugiada la foglia può ricoprirsi di una muffa biancastra.

Mal del piede delle agrostidi (Gaeumannomyces sp.)

L’erba decolora a piccole chiazze, diventa giallastra o brunastra e muore; le macchie si ingrandiscono ad anello, fino ad 10-30 cm per anno, il centro viene colonizzato da altre erbe. La malattia si sviluppa nei periodi temperati e umidi, su terreni poveri di materia organica e di fosforo.

Ruggine (Puccinia sp.-Uromyces sp.)

Sulle foglie si sviluppano delle pustole bruno rossastre o aranciate ed il tappeto secca. Gli attacchi ripetuti, che accelerano l’invecchiamento del tappeto, sono favoriti dal clima caldo umido (16-32°C) e da carenza di azoto. Sono frequenti su Poa e Lolium. Il tappeto assume così la tipica colorazione giallo-rossiccia. In seguito ad attacchi massicci e per l’eccessiva perdita di umidità, le piante possono velocemente deperire.

Filo rosso (Laetisaria fuciformis)

Sul tappeto erboso si formano chiazze di piante scure del diam. di 3-30 cm, rotonde od allungate, in cui le foglie assumono un colore rosa vivace per la presenza di fiocchi di micelio colorato. Malattia tipica della primavera e dell’autunno con clima molto umido, con temperatura fra 0 e 15°C, su tappeti di graminacee microterme in carenza di azoto, tale malattia è diffusa in tutta Italia.

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Credo sia interessante questo sito, per chi ha problemi relativi alle malattie del prato erboso, e anche se le informazioni che dà a riguardo non sono molte, sono convinta che sia possibile mandare una mail allo staff sicuramente competente che c’è dietro.

Mi sono informata un pò in giro, tra libri e riviste e ho pensato di riassumere le malattie più frequenti del tappeto erboso, elencandone nomi e sintomi. Inutile ripetere che una buona manutenzione riduce il pericolo di attacco degli agenti patogeni, quindi occorre adottare un programma di concimazione adatto alle essenze e alle condizioni pedo-climatiche e  irrigare preferibilmente di mattino nelle stagioni intermedie, nonchè rispettare l’altezza di taglio e non rimuovere il feltro. Il ricorso alla lotta chimica deve avvenire ai primi sintomi e solo sulle aree interessate per non distribuire grandi quantità di fitofarmaci ed alterare l’equilibrio della microflora utile.

Marciume Grigio

Marciume Grigio

Marciume grigio (Typhula incarnata). È caratterizzato dalla presenza di chiazze circolari, ricoperte da un micelio spesso, da bianco a grigio chiaro, larghe pochi cm; il tappeto diventa poi color grigio argento. La malattia si sviluppa in condizioni di clima freddo e umido, con temperature di 0-8°C e anche sotto la neve su terreno compattato e concimato con azoto in autunno. Per fortuna che questo tipo di malattia è poco .


Marciume Rosa
Marciume Rosa

Marciume rosa invernale (Microdochium nivale). Si riscontrano chiazze irregolari da 10 a 50 cm di diametro, con un alone verde-bruno all’esterno e una colorazione grigio-rosata all’interno, successivamente si disseccano. La malattia è più frequente con temperature fra 0 e 15°C, con clima umido; è favorita da un eccesso di azoto, da un pH alcalino e dalla presenza del feltro ed è più frequente sulle graminacee microterme in febbraio-marzo. L’attacco alle foglie si innesca dopo un prolungato periodo freddo e umido. La zona centrale della macchia può rivegetare, determinando un effetto visivo ad “anello”.

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Prima di iniziare a dare consigli pratici per i problemi che possono provenire dal fungo sul tappeto erboso, volevo vivamente ringraziare tutti i visitatori del mio blog. Questa cosa mi riempie di gioia, sapere che molte persone ogni giorno sono interessati a leggere le mie esperienze nel “campo” del giardinaggio è davvero un onore per chi, come me, scrive per la voglia di condividere le proprie emozioni e passioni. (Ora mi sento ancora più carica di responsabilità per le cose che dico).

Come abbiamo già detto, il fungo è veramente un problema per il nostro tappeto erboso. Il fungo è quasi sempre presente, aspetta solo che si creino situazioni favorevoli per svilupparsi.
Le cause che possono portare allo sviluppo del fungo sono molteplici, anche una semplice irrigazione con un tubo che è stato esposto al sole, ma il più delle volte il problema sta in una concimazione sbagliata, per questo consiglio sempre di farsi consigliare da negozi specializzati del settore.

La cosa migliore è quella di fermare il fungo con trattamenti chimici mirati per il prato, e ripristinare le giuste misure agrarie per non dare modo al fungo di svilupparsi.

Altro fattore molto importante è la varietà di erba che inevitabilemente è legata alla nostra posizione geografica.

Per chi come me vive nelle calde zone del sud Italia vi consiglio la Lolium perenne e l’Agrostis stolonifera, in particolare Pencross e la Cobra.

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Personalmente trovo sempre più interessanti le informazioni che mi fornisce ogni settimana  Andrea Malagoli autore del libro “Il tuo prato perfetto”, che vi consiglio vivamente.

Se abbiamo un prato erboso sappiamo bene cosa significa l’arrivo dell’estate: il tappeto erboso è quello che ha più difficoltà in questo perido derivanti dal caldo e dall’umidità. Effettivamente se riflettiamo un attimo è difficile vedere dei bei prati verdi d’estate. Inoltre le malattie delle piante in questo periodo aumentano.

Le maggiori componenti che contribuiscono al peggioramento del tappeto possono essere la suscettibilità del prato stesso, un fungo aggressivo e soprattutto che il prato consenta a questo fungo di svilupparsi rapidamente.

I rimedi sono molteplici, le applicazioni a volte un pò meno, ma chi come me fa del giardino il suo regno, troverà il modo e il tempo per dedicarsi e soprattutto curare il prato.

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Le siepi come gli arbusti mantenuti in forma geometrica, si tagliano abbastanza spesso,  specialmente sa hanno la caratteristica di ricacciare rapidamente.

Rododendri e Azalee vanno leggermente potati per eliminare le infiorescenze appassite. Nel mese di giugno si eseguono già alcuni innesti a gemma dormiente come sulle rose e molte altre piante arbustive in generale. Le Ortensie devono essere difese da attacchi di acari e protette contro malattie fungine come l’antracosi, piuttosto frequenti durante questa stagione. Per quanto riguarda i rosai, è necessario eliminare i boccioli sfioriti e, quando un ramo ha ultimato la fioritura, lo si taglia tutto per facilitare una imponente rifioritura in settembre-ottobre.

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