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Archive for luglio 2009

Ritorniamo ancora sulle piante acquatiche. Innanzitutto vorrei ricordarvi che se anche non possedete un laghetto artificiale o un bacino d’acqua un pò più grande potete coltivare le vostre pianticelle in vasi a tenuta stagna, ce ne sono diversi in produzione e sono motlo decorativi per il giardino, ma torniamo a noi.

Vi ricordo che, come già scritto nel post precedente, avrete bisogno di un misto di terra comune e di stallatico, ma sarà più facile per voi evitare che questo composto si disperda rapidamente nell’acqua se provvederete a ricoprirlo con uno strato di sabbia di circa cinque centimetri che scongiurerà questa fastidios aeventualità.

Ho già sottolineato più violte dell’esistenza di diversi tipi di piante acquatiche, oggi vorrei fare un breve elenco di quelle che preferisco e che, dopo una breve ricerca online, mi sembrano anche le più facili da reperire per l’acquisto.

Fior di loto:
Splendido arbusto palustre, ritenuto sacro dagli antichi egizi. Ha grandi foglie circolari di un verde vellutato,
che fuoriescono dall’acqua per quasi un metro. Dalla fine di luglio inizia la sua fantastica fioritura che dura
per tutto agosto. I grandi fiori molto profumati, a forma di coppa, vanno dal bianco al rosa tenue e al rosa
acceso secondo le varietà. I semi sono eduli.

Ninfea rosa:
Bellissimi fiori grandi color rosa salmone a forma di tulipano sospesi sull’acqua.

Ninfea bianca:
Grandi fiori bianco puro galleggianti. Specie particolarmente adatta a laghetti rustici.

Ninfea tropicale celeste:
Fra le specie tropicali è la più robusta, riesce a passare l’inverno all’aperto sopportando le gelate. Il fiore di
un bel celeste acceso è molto profumato e può raggiungere il diametro di circa 20 cm.
Non adatta a climi troppo rigidi.

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Le piante acquatiche sono una scelta divertente e originale per abbellire il vostro giardino e sono perfette per l’estate considerando le loro peculiarità ed il periodo di fioritura, ovviamente, come affrontato nel mio rpecedente post, c’è bisogno innanzitutto di un bacino d’acqua in cui metterle. Risolto questo (piccolo, ma non troppo) problema possiamo andare avanti, questo tipo di piante necessitano di un miscuglio di terra di giardino e letame bovino, in parti uguali. Dovrete bagnare bene il vaso recipiente, collocare la miscela in fondo alla vasca o all’acquario, e quando incominciano a fiorire si concima col sangue di bue in polvere.

Le pinate acquatiche che ci interessano sono le cosiddette “galleggianti” che, pur vivendo nell’acqua, hanno le radici piantate sul fondo terroso della vasca o dello specchio d’acqua oppure hanno le radici che fluttuano sotto il pelo dell’acqua ed hanno il vantaggio di poter vivere in acque di qualsiasi profondità.

Le galleggianti sono molto decorative perché si presentano con fiori colorati, a volte profumati e con foglie ampie. Alcune hanno dimensioni così eccessive da essere adatte soltanto a bacini di vasta grandezza, altre, le nane, invece, si prestano a decorare piccoli specchi d’acqua. Tra queste le mie preferite sono le ninfee di tutti i tipi, veramente belle e decorative con i loro fiori bianchi.

Devo ammettere, comunque, di non avere una grande esperienza con le piante acquatiche, se qualcuno di voi ha notizie più approfondite e consigli mi piacerebbe sentirli e confrontarmi.

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Amiche ed amici, c’è un pensiero che mi frulla in testa da diversi giorni….ma un laghetto artificiale in giardino?

Io non ne possiedo ancora uno, ma meditavo di dotarmene e sfogliando questo sito guardavo un pò di modelli a disposizione e i prezzi. Da diverso tempo coltivo (oltre a fiori e piante) la velleità di rendere il mio giardino un lugoo ricco di svariati incanti, con angoli tutti differenti, da visitare, osservare, da godere.
A mio parere l’inserimento fi un laghetto artificiale potrebbe metteremi sulla buona strada, sopratutto se poi si passsa alle piante acquatiche.

Per operare una giusta scelta di piante acquatiche dovete innanzitutto verificare la profondità dle vostro bacino d’acqua, ad alcune tipologie, infatti, come la ninfea ci vuole una discreta profondità, ad altre come la “eichornia crassipes” galleggiante, la “thalia dealbata” e la “acorus calamus” necessitano siolamente di qualche centimetro e quindi potrebbero essere perfettamente  integrate col vostro laghetto artificiale.

Prossimamente approfondirò il discorso!

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Continuando sull’argomento di ieri ed approfondendo un pò la quetsione delle malattie ai danni del nostro amato prato erboso (nel periodo estivo se ne possono presentare parecchie) voglio affrontare la molto consueta e temutissima da tutti i giardinieri “macchia necrotica ad anello”. Si tratta di una malattia del manto erboso, anche in questo caso molto frequente nel periodo estivo visto che si sviluppa ad una temperatura compresa tra i 20 ed i 28 gradi e che, di solito, va di pari passo con sicità o secchezza del terreno.

Questa malattia fa in modo che il vostro amato pratino si presenti con zolle di terreno ad un densità molto più bassa con dei veri e propri buchi in cui l’erba è praticamente assente, oltre a questo il sintomo riscontrabile più evidente è la colorazione del manto che inizialmente apparirà rossastro per poi diventare bruno ed infine, se la malattia sarà progredità in maniera allarmante, giallastro.

Questa patologia si presenta di solito su prati già maturi e colpisce fondamentalmente la Poa pratensis, la Poa annua, la Poa trivialis e L’Agrostis creando macchie che vanno dai 5 ai 30 centimetri di estensione e che faranno impazzire tutti noi giardinieri fai da te diffondendo un effetto estetico veramente sgradevole.

Per combatterla vi consiglio:

  • arieggiare il vostro prato erboso
  • irrigare il vostro prato con i giusti intervalli, evitando che il terreno sia troppo asciutto o troppo umido
  • evitare concimi eccessivamente azotati

in ultima analisi potete pensare allo spruzzo preventivo di Propiconazolo

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Visto anche il commento ricevuto in questi giorni, mi sembra di capire che è arrivato il momento di parlare del problemi relativi ai funghi che si formano sul tappeto erboso. Ci sono naturalmente diverse forme, dipendenti dall’ambiente in cui si formano e dai prodotti che si utilizzano per la cura del giardino. Tuttavia, l’analisi di oggi si concentrerà unicamente su una descrizione dei funghi patogeni, la causa più frequente di malattia per un prato. Si tratta di parassiti vegetali che vivono nutrendosi a scapito dell’erba; rilasciano sostanze nocive, come tossine ed enzimi, che ostacolano il processo metabolico vitale delle piante. In genere parassitizzano l’erba sotto forma di spore che penetrano nei fili spesso attraverso una lesione. La maggior parte di essi prospera con un clima molto umido. La prevenzione avviene grazie a un buon programma di manutenzione del prato, con tosature, irrigazioni e concimazioni regolari, riducendo l’ombra e favorendo il corretto drenaggio.

D’infestazione fungina è il mal di piede o fusariosi, è provocata da vari parassiti e si manifesta con macchie scure che si estendono e possono unirsi tra loro. Talvolta compare una muffa bianco-rosa in superficie, favorita da un clima caldo umido e intacca soprattutto i prati poco vigorosi ai quali può essere stato somministrato troppo tardi nella stagione un fertilizzante ricco d’azoto. La difesa avviene con l’impiego di un fungicida specifico ed effettuando interventi ad intervalli di tempo regolai di arieggiatura. 

La prossima volta vedremo le altre tipologie di funghi nonchè le modalità per combatterli.

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Ragazze, è arrivata l’estate ed è tempo di utilizzare finalmente questo nostro amato giardino che abbiamo curato con tanta dedizione e con tanta passione durante l’anno. Adesso che fa caldo, che c’è più tempo libero, che tutti hanno più voglia di incontrarsi all’aria aperta per trovare un pò di sfago e di refrigerio, ora è il momento per organizzare delle feste e delle cene, di invitare gli amici e farsi belle del nostro meraviglioso giardino.

Io personalmente apprezzo molto il barbecue, d’estate si può grigliare tutto, tanta carne per fare contenti mariti e bambini, tante verdure per chi vuole tenersi più leggero e magari una bella bruschetta piena di pomodoro per allegerire il tutto e rendere il pranzo più gradevole. Attenzione però, per preparare un buon barbecue bisogna innanzitutto comprare un prodotto di qualità, magari risparmiando (provate qui) e poi seguendo qualche piccolo consiglio frutto della mia ricerca web:

  • Innanzitutto bisogna scegliere il combustibile adatto. Quello più utilizzato è la classica ‘carbonella’ che si trova in commercio in tutti i supermercati e che non altera il sapore dei cibi.
  • Per avere un buon barbecue è importante utilizzare un buon tipo di carbonella ma soprattutto bisogna saperle sistemare e portarle a temperatura ideale per la cottura.
  • Sistemare quindi le carbonelle in modo da formare uno strato spesso e uniforme di circa 5cm di altezza.
  • Per accendere la carbonella è possibile usare la carta opure dei combustibili che si trovano in commercio studiati appositamente per il barbecue. Non usare nè spruzzare mail alcool sulle carbonelle in quanto potreste procurarvi delle ustioni.
  • Dopo che le fiamme sono scomparse e le carbonelle rimaste ardenti è possibile iniziare la cottura delle carni.
  • La cottura va iniziata quando le fiamme si sono spente e la carbonella deve essere ardente, rossa e coperta di cenere spenta.

Seguite questi piccoli consigli, attente a posizionare il barbecue lontano dalle vostre aiuole e dai vostri fiori e ricordatevi di variare con i cibi in modo da offrire una cena colorata e divertente ai vostri amici e di accontentare i gusti di tutti.

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Come ogni anno all’avvicinarsi dell’estate mi trovo costretta a pensare con una certa ansia al mio giardino ed alle mie piante che per un bel periodo se ne resteranno sole senza le costanti cure della loro “mammina” che,  fortunatamente, andrà in vacanza a curare un pò se stessa. La cosa che in questo periodo mi fa riflettere di più e l’organizzazione dell’irrigazione del mio prato.  Insomma,  l’acqua è fondamentale,  sono stata tutto l’anno a curare ogni dettaglio e c’è bisogno, con questo gran caldo, di tenere ben irrigato tutto il giardino.

Le soluzioni possibili sono diverse, quella più efficace sarebbe avere un parente, un amico o chicchessia che ci curi il prato e il giardino in nostra assenza, ma mi rendo conto che la cosa è difficilissima o almeno…io non ho trovato nessuno. L’altro metodo è quello di approntare un sistema di irrigazione automatico. Certo si tratta di fare una bella spesa e anche di perderci del bel tempo, anche perchè se si intende spendere dei soldi conviene fare attenzione alla distribuzione del sistema e prepararlo in modo che funzioni veramente bene.

Se decidete per la seconda avrete bisogno di:

  • un programmatore, cioè un rubinetto comandato da un piccolo orologio
  • un bel tubo molto lungo (a seconda del vostro spazio)
  • tubi capillari per distribuire l’acqua
  • gocciolatori
  • irrigatori

L’istallazione non è semplicissima e magari dovrete dotarvi di un bel maritino abile nel fai da te oppure di qualcuno che vi aiuti, ma vi consiglio di iniziare subito se decidete di farlo perchè dovrete fare delle prove prima di partire per evitare problemi e casini!

Se avete bisogno di materiale per l’istallazione andate qui!

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