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Archive for aprile 2010

Edward Bach era un medico, che laureatosi, lavorò per lungo tempo in Inghilterra; i suoi studi nascono dai principi dell’omeopatia, partendo dal presupposto che per curare una malattia è necessario curare l’uomo. Bach impiegò molti anni della sua vita alla ricerca di un metodo di cura naturale che fosse inteso a curare i pazienti dalle inquietudini della vita quotidiana;in particolare, secondo Bach le malattie sono dei segnali d’allarme del nostro corpo, che ci invita a riflettere sul nostro stile di vitada modificare.
Durante i suoi anni di studi arrivò alla conclusione che si può modificare il comportamento e lo stato d’animo delle persone utilizzando quella che lui stesso chiamava la memoria dei fiori, la loro energia, trasmessa all’acqua; tale memoria si estrae dai fiori attraverso il metodo del sole ed il metodo della bollitura. In entrambe i metodi i fiori vanno colti durante il loro maggiore periodo di fioritura, in una bella giornata soleggiata, e senza assolutamente toccarli con le mani. Il metodo del sole consiste nel porre i fiori in un contenitore di vetro, riempito con acqua pura di fonte, e posizionando tale contenitore al sole per 5-6 ore; con il metodo della bolltura i fiori vengono posti in una pentola di metallo porcellanato, coperti con acqua pura di fonte e lasciati bollire per circa mezz’ora. Il liquido ottenuto viene filtrato, e allungato con pari quantità di cognac o brandy. Otteniamo così la tintura madre del fiore di Bach, da utilizzare in misura di due gocce in 30 ml di acqua di fonte; tale composto si assume generalmente per quattro volte al giorno, quattro gocce ogni volta.

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E’ tempo di lavanda! E’ tempo di far fiorire nel mio giardino un nuovo tipo di pianta di cui potrò poi adoperare i fiori, opportunemente essiccati, per profumare ambienti ed armadi. Secondo quanto ho approfondito, la pianta della Lavanda è un arbusto legnoso appartenente alla famiglia delle Labiate, con un’altezza che varia dai 15 ai 60 cm, le foglie hanno un color verde-grigio, di forma allungate e strette. I fiori sono di colore violaceo azzurro e sono di piccole dimensioni disposte a spighe.E’ ormai coltivata in tutto il globo per estrarre l’essenza e per estetica nei giardini. ciò che mi preoccupa è che predilice i terreni calcarei soleggiati e asciutti.Mi domando se riuscirà a sopravvivere sul mio terrazzo!
Veniamo alla raccolta ed alla conservazione dei fiori: una volta raccolti in primavera, nel mese di giungno possono essere recisi alla base.
I mazzi di fiori vanno fatti seccari al buio e, una volta seccati, occorre toglierli e conservarli in barattoli di vetro. Le foglie e i fiori della lavanda sono molto ricche (1%-5%) di un olio essenziale volatile dalla composizione molto complessa, costituito da vari alcol terpenici e dai loro esteri. Inoltre, la lavanda possiede diverse proprietà benefiche che sono: antinfiammatoria, sedative, antispasmodicche, antisettiche, purificanti, balsamica, aromatiche.

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Non bastavano le statistiche a rivelare che il giardinaggio è al terzo posto per quanto riguarda gli hobby degli italiani. Ora anche la TV. Aumentano e crescono a dismisura i servizi e le pubblicazioni destinate a piante, fiori, giardinaggio e passione per l’orto. Già, perchè ad aumentare è il numero di appassionati del giardinaggio: giovani, tra i 35 ed i 40 anni, imprenditori, professionisti, che si dedicano alle piante ed ai fiori non solo per coltivare in casa quello che ormai non si trova più nemmeno sul banco del fruttivendolo se non in formati inconsueti e col bollino biologico a certificarne la provenienza, ma pure per rallegrare casa. Lattuga e piante officinali accanto a laghetti e stagni: questa l’ultima tendenza. Tanta pazienza e calma i consigli più diffusi, perchè sono i tempi che detta la natura. Un solo aspetto non mi trova concorde: si registra da alcuni mesi un netto rallentamento per quanto riguarda i giardini zen e le novità provenineti dalla tradizione nipponica. Sembra, invce, che fra i neofiti del giardinaggio aumenti la passione per le piante aromatiche originarie del nostro Paese, quelle in uso, tanto per chiarirci, già ai tempi degli antichi romani.

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In questo blog si è spesso discusso delle proprietà curative delle piante e dei fiori. Olii essenziali ed aromaterapia, ma pure dell’influsso benefico che giardini zen, ovvero giardini realizzati secondo geometrie e tecniche antiche, possono avere sulla mente umana. Sembra che anche le associazioni e le istituzioni se ne rendano sempre più conto, attribuendo un peso sempe maggiore al valore dei fiori, dei colori e degli aromi.

Ortocircuito

In questo contesto è nato Ortocircuito, progetto che mira a far intraprendere un percorso umano e lavorativo di tipo terapeutico alle persone che vivono un disagio psichico. Grazie alla collaborazione della Caritas di Palermo con il dipartimento di salute mentale dell’azienda sanitaria provinciale insieme alla cooperativa sociale “Solidarieta’”, ed al finanziamento con i fondi dell’8×1000, l’iniziativa, indirettamente, coinvolge anche le famiglie di queste persone e pure le istituzioni pubbliche e private, impegnate nel mondo della salute mentale. Il progetto ha come sede principale il vivaio “Ibervillea”, realizzato dalla coop sociale “Solidarieta’” all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Palermo.
Con il progetto “Ortocircuito” sarà costruita una nuova serra, saranno acquistate nuove sementi e attrezzature e sperimentate nuove produzioni con l’aiuto di personale competente. Uno degli scopi del progetto è quello di sviluppare un approccio di cura che si rivolga all’esterno della malattia stessa, che faccia della realizzazione di un’attività la via della guarigione, che in questi casi significa ricerca dell’equilibrio.

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Nella creazione di un giardino zen che si rispetti, è essenziale la presenza dell’acqua, di un ruscello che, scorrendo tra i sassi, si riversa in uno stagno ricoperto di ninfee. I giochi di luce ed i flebili rumori dell’acqua spingono, infatti, ad una mistica contemplazione di una specie di Eden, un vero e proprio paradiso.
La tendenza attuale vuole che il giardino zen abbia un aspetto naturale e in questo contesto anche il giardino d’acqua deve rappresentare un angolo di natura “selvaggia”.
Una zona del giardino esposta in pieno sole (soltanto così sarà garantita la fioritura delle ninfee) è l’ideale per costruire un piccolo giardino roccioso al margine del quale collocare lo specchio d’acqua.
Un boschetto di bamboo a foglia piccola incornicerà l’insieme e piantato a ventaglio su un rialzo del terreno accoglierà alle sue pendici, il giardino roccioso costruito con massi di tufo; gli stessi massi formeranno le sponde dello stagno che, qualunque dimensione abbia, deve possedere un perimetro mosso e asimmetrico.
Nella parte a valle del giardino roccioso si preparerà la buca che accoglierà lo stagno, scavata su più livelli per poter offrire diverse profondità d’acqua.
Effettuato lo scavo si sistemerà sul fondo uno strato di almeno 5 cm. di sabbia fine sulla quale stendere il telo di plastica nera.
Si procederà quindi al riempimento della vasca e mam mano che l’acqua riempirà la buca il suo peso permetterà al telo di plastica di sistemarsi e di aderire alle pareti dello scavo.
Terminata l’operazione di riempimento il telo sarà tagliato a filo del bordo esterno dello scavo e una serie di massi di tufo sarà sistemata a tenerlo fermo; un po’ di terra tra i sassi e qualche zolla di muschio rifiniranno il lavoro. Nascosto tra i sassi si sistemerà un tubo di troppo pieno che facendo defluire l’eventuale acqua in eccesso eviterà la tracimazione e permetterà di mantenere costante il livello dell’acqua.
E’ possibile introdurre una piccola pompa ad immersione che, grazie ad un tubo mimetizzato tra i sassi, porterà l’acqua della pozza in un punto alto del giardino roccioso, realizzando una sorta di piccola cascata.
Dopo alcuni giorni l’acqua inizia ad intorbidirsi ma è normale, ed è il momento di utilizzare le piante ossigenanti.
Queste piante acquatiche svolgono una importante funzione di equilibrio biologico, infatti nutrendosi di sali minerali e anidride carbonica ed emettendo ossigeno, purificano e rendono limpida l’acqua impedendo il proliferare delle alghe infestanti.
E’ un’operazione necessaria: prima di poter introdurre ninfee e fiori di loto è necessario, infatti, che la temperatura dell’acqua sia più calda, grazie all’inserimento di piante ossigenanti e stagnanti.

Piccoli consigli:
1) non immettere nello stagno prodotti chimici per il trattamento delle acque perchè ne comprometterebbero l’equilibrio biologico.
2) non lasciate che le foglie cadute marciscano nell’acqua ma raccoglietele regolarmente con un retino.
3) pulite periodicamente il filtro della pompa sommersa.
4) non somministrate insetticidi alle piante acquatiche e in caso di attacco di parassiti limitatevi ad aspergerle con un getto d’acqua, saranno i pesci rossi a completare per voi l’operazione.
5) cercate di mantenere il più possibile costante il livello dell’acqua.

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Buona Pasqua!

Oltre che Resurrezione del Signore, la Pasqua è un momento per riconciliarsi con il mondo intero, con le persone e con la natura. E’ un giorno da trascorrere in serenità con le persone care, parenti o amici che siano, un annuncio della primavera e della fioritura nuova che il mondo intero si appresta a vivere…

Buona Pasqua a tutti!

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