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Archive for maggio 2010

Il Gingko è una varietà di bonsai fra le più comuni e facili da coltivare. Io ne ho appena regalato uno ad una delle mie più care amiche, perchè so che il bonsai è un simbolo di serenità, un invito alla riflessione.
Il Gingko è un bonsai da esterno a lenta crescita, molto amato in Giappone. La pianta femmina produce semi con altissima germinabilità. Difficile ottenere la formazione, tipicamente a scopa rovesciata o boschetto. E’ infatti molto difficile effettuare dei trapianti, perchè danno scarsi risultati, per questo la migliore soluzione risiede nel bonsai da seme. Per quanto riguarda l’innaffiatura, deve essere media, mai abbondante, durante l’anno, fatta ececzione che in primavera, quando si può abbondare un pò con l’acqua, durante la formazione delle foglie. Il terriccio dovrebbe essere al 50% humus. Questo tipo di bonsai ha un grande difetto, tuttavia: la pianta fa molta fatica a chiudere le ferite, riportando a lungo antiestetici segni di potataura.

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Il vero simbolo della primavera è la rosa, simbolo della rifioritura. Si tratta di uno dei fiori più antichi che si conoscano, presente sul Pianeta Terra, sia come pianta ornamentale che per le proprietà officinali ed aromatiche con l’estrazione degli olii essenziali. Alla fine del 1700, fu introdotta in Europa la Rosa semperflorens nota come Rosa del Bengala dai fiori piccoli e riuniti in mazzetti, rifiorente, con varietà a fiore semplice o semi-doppio di vari colori.
Alla fine del 1700, fu introdotta in Europa la Rosa semperflorens nota come Rosa del Bengala dai fiori piccoli e riuniti in mazzetti, rifiorente, con varietà a fiore semplice o semi-doppio di vari colori.
All’inizio del 1800 fu introdotta in Europa la Rosa indica var. fragrans nota col nome di Rosa Tea originaria della Cina e nota anche come Rosa chinensis dai fiori doppi e rifiorenti.
Sempre nei primi anni dell’Ottocento, da un incrocio occasionale tra Rosa indica e Rosa gallica ebbe origine la Rosa borbonica, oggi praticamente scomparsa, pianta vigorosa, rustica, con rami poco spinosi, fiori grandi a forma appiattita, con petali più corti al centro.
L’olio essenziale di rosa è adoperato come emolliente per la pelle e rinfrescante, specie nella formulazione acqua di rose.

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E’ stato l’argomento della tesi di laurea di un mio amico molti anni or sono: Capsicum annuum L. var. longum DC e la capsacina in esso contenuta. Si tratta del re delle tavole mediterranee, si tratta del peperoncino, che guarda un pò, in Italia non cresce spontaneamente ma deve essere appositamente coltivato. Già conosciuto in Messico ed in Cile 5000 anni prima della venuta di Colombo, il peperoncino è originario dell’America tropicale ed è stato poi diffuso in Europa dagli spagnoli, convinti di tenere per lungo tempo per sè il segreto della pianta. In verità, si diffuse rapidamente grazie alla facilità di coltivazione, fino ad essere chiamata “droga dei poveri”.
Il peperoncino, che sto riscoprendo per alcune delle mie ricette culinarie, è in verità una pianta medicinale molto utile per lo stomaco ed un forte coadiuvante nella cura della perdita dei capelli. Basta triturarne una punta, mescolarla a dell’unguento base da acquistare in erboristeria per ottenere un potente vasodilatatore che aiuti a contrastare l’antiestetico fenomeno della perdita dei capelli.

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Ancora una volta la natura ed in particolare le piante aromatiche, ci vengono in aiuto nelle difficoltà che affrontiamo, specie nella vita quotidiana, legate a cambi di stagione o situazioni particolari. Questa volta il nemico è l’insetto più odioso e fastidioso che si possa ricordare dall’inizio dei tempi: la zanzara. Perfidi mosquitos, del tutto simili a quelli delle isole tropicali, si aggirano tra le strade cittadine, dall’arrivo del primo caldo non c’è già più tregua. Anche fra i rimedi naturali è possibile trovare la soluzione ideale alle punture d’insetto, in modo da evitarle definitivamente. La soluzione si chiama citronella, essenza aromatica e gradevole. Si tratta di un’erbacea perenne, dai fiori e dalle foglie molto profumate, dalle note simile agli agrumi di cui è possibile leggere caratteristiche e tecniche di coltivazione nella pagina del blog dedicata alle Piante.
Ne ho comprato alcune composizioni con i vasetti di terracotta da posizionare in giardino e sul terrazzo: una volta accese, rappresentano la soluzione ideale contro gli insetti, senza perdere un gradevole effetto estetico ed olfattivo, perfettamente adattabili all’ambiente anche in caso di serate con gli amici, cene ed eventi di diverso tipo. In effetti, oggi, sono numerosi i locali, le ville antiche, i casolari, che nell’organizzazione di cene e serate adoperano la citronella per poter adoperare scenari suggestivi senza creare difficoltà agli invitati.

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Quella dei Santi di Ghiaccio è una credenza antica, basata su una supposizione dei contadini a sua volta fondata sull’esperienza e l’osservazione. Essi notavano che la metà di maggio rappresentasse un punto di svolta essenziale per le piante, in quanto segnava la fine delle gelate notturne. Contemporaneamente, i Santi di Ghiaccio segnano l’inizio della nuova stagione per il giardino. Naturalmente questa antica regola contadina non è affidabile al 100%, ma si può considerare come un buon punto di riferimento per la stabilizzazione delle condizioni atmosferiche.

Una volta passati i Santi di ghiaccio si possono portare fuori le piante sensibili al gelo e anche seminare. Inoltre, si possono mettere a dimora le piante annuali a fioritura estiva. Nell’orto iniziano i lavori per il raccolto estivo, per cui le delicate piantine di pomodori, peperoni, zucche, melanzane, zucchine, sedano-rapa e fagiolini verdi possono essere portate in giardino e anche piantate nella terra. Ed è anche possibile effettuare la prima semina in giardino per l’insalata, gli spinaci, le coste, le carote, le barbabietole, i ravanelli, la scorzonera, il cavolo verde, i broccoli, i fagiolini rampicanti e quelli nani, senza dimenticare la cicoria belga.

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Spesso ho affrontato il discorso relativo all’acqua e all’irigazione. E’ una delle risorse più importanti e difficili da gestire che esistano. Oramai a causa di un progressivo processo di desertificazione è anche una delle risorse a rischio sul nostro pianeta. E’ sempre più frequente osservare paesaggi formati da rocce stratificatesi e letti di fiumi oramai inesistenti. L’acqua è pure uno degli elementi più importanti nella cura di un giardino, simbolo di equilibrio, soprattutto quando si tratti di un giardino zen.

E’ oggi possibile creare dei veri e propri giardini acquatici, attraverso dei sistemi che adoperano materiali come il marmo, la vetroresina, la pietra naturale lavorati e decorati a mano con un tale maestria da sembrare veri.
L’effetto finale è quello di piccole cascate, lievi movimenti d’acqua capaci di donare al giardino un aspetto del tutto naturael come se ci si trovasse davvero in un bosco.

Si tratta di cerazioni del tutto semplici da montare, perchè nella maggior parte dei casi occorre solo collegare attraverso un tubo di gomma la pompa alla roccia da cui l’acqua deve zampillare pre creare l’effetto estetico.

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