Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2010

Dopo un breve periodo di tregua ecco ritornare il caldo sempre più forte e soprattutto sempre più opprimente. Diventa difficile non solo svolgere tutta una serie di attività quotidiane, ma pure dedicarsi alla casa ed al giardino se non ad orari tipicamente serali. La città è una specie di piccolo inferno nel quale occorre innanzitutto sopravvivere nel migliore dei modi, ricercare un equilibrio tra mente e corpo. Piuttosto che ricorrere immediatamente a farmaci e ritrovati della medicina moderna è possibile rivolgersi all’antico mondo delle piante aromatiche con serenità, fiducia e pazienza.
Una delle soluzioni può essere ricercare tra le piante ayurvediche quella più adatta al nostro problema. Ritornerò sul concetto delle piante ayurvediche e sui loro benefici. Al momento vi propongo una pianta dalle proprietà stimolanti e rinfrescanti: la Vetiveria Zizanoides, nient’altro che l'”origine” del ben noto Vetiver, uno dei principi attivi adoperati nella realizzazione e nella produzione di bagnoschiuma ed acque profumate da parte dell’industria cosmetica. Ed allora perchè non procurarsene una piccola quantità da poter adoperare, in infusione, per la preparazione di un bagno rilassante?

Vetiveria Zizanoides

Azione: tonica, rinfrescante, stomachica, stimolante, antispasmodica, diuretica, emmenagoga.

Indicazioni: febbre, infiammazioni, irritazione dello stomaco, mal di testa.Un infuso di radici è indicato per bagni aromatici.

Azione cosmetica: rinfrescante, stimolante, drenante.

Read Full Post »

E’ iniziata l’estate, stagione di vacanze e di abbandoni. Non mi riferisco solo alla deprecabile abitudine di abbandonare gli animali poco prima di partire per il mare o una delle altre mete turistiche, ma pure quella di disinteressarsi completamente delle nostre amiche piante. Si parte e via, fiori ed arbusti vengono abbandonati al loro destino. Praticamente si tratta di lasciarle morire di “fame”. Per evitare di trovare terribili disasti al rientro dal mare, quando ovviamente non si tratti di allontanarsi per un solo giorno, piuttosto che chiedere ad amici e vicini di occuparsi dell’innaffiatura, cosa di cui spesso si occupano malvolentieri, ho preferito trovare una soluzione ingegnosa ed intelligente. Si tratta di impiantare nella terra dei recipienti pieni di acqua con la chiusura leggermente stretta rivolta verso il basso, in modo da favorire un’erogazione graduale dell’acqua e non lasciare morire le nostre amiche verdi durante la nostra assenza.

Read Full Post »

E’ certo che la capacità di tenere lontane le zanzare non dipenda solo ed unicamente dall’utilizzo di sostanze e sistemi di diversa natura. La maggiore o minore esposizione alle punture dei fastidiosissimi insetti dipende in buona misura dalla propria temperatura corporea, dall’acidità del proprio sudore e dall’odore della propria pelle. Ciò significa che la capacità di tenere lontane le zanzare attraverso piante aromatiche dipende dalla particolare combinazione che risulta tra il nostro odore e quello della pianta. Una strategia utile risiede nella nella strutturazione e progettazione del proprio giardino secondo un’apposita logica che tenga lontano i mosquitos. E’ consigliabile scegliere per il giardino o il terrazzo piante che non richiedono una eccessiva quantità di acqua, che rischia di stagnare su terreno, o piante di tipo paludoso. Le zanzare, infatti, si moltiplicano e depositano le uova in prossimità di acqua stagnante come laghetti, stagni e sottovasi di piante piene di acqua, come già precednetemnete sottolineato. Si potrebbero piantare anche piante di agrumi e limoni in vaso. In ogni caso, la soluzione migliore è contattare in zona un vivaista esperto che sappia consigliare le piante che crescono bene in zona e che non siano soggette a molte malattie.

Read Full Post »

L’estate non è una stagione terribile solo per gli esseri umani ma anche per le nostre amiche piante. Alla sofferenza estenuante a causa del caldo, per il quale è necessario innaffiare le piante di sera e con acqua rigorosamente fredda, si aggiungono i fastidi provocati dagli insetti come le zanzare. Eh sì, perchè una delle fonti di riproduione dei terribili mosquitos è rappresentata appunto dall’acqua delle piante stagnante nei sottovasi. Le larve delle zanzare provocano e trasmettono anche alle piante batteri dannosi perchè impediscono alle radici di trarre il nutrimento necessario in maniera completa. Per non parlare del pericolo che viviamo noi accanto a fiori e piante, con il rischio di trasformare i nostri giardini o, peggio ancora, le nostre terrazze in foreste tropicali in cui è bene non avventurarsi. E’, pertanto, buona norma innaffiare con parsimonia le piante in modo da non provocare ristagni di acqua ed utilizzare solo vasi e sottovasi di qualità, resistenti e robusti, capaci di non deformarsi alle alte temperature, col rischio di creare un microclima adatto alla proliferazione delle larve.

Read Full Post »

Fra i fiori estivi maggiormente coltivati nella nostra Penisola nel periodo estivo, in particolare nel territorio toscano, abbiamo i girasoli. Si tratta di fiori il cui fusto può arrivare sino ad tre metri di altezza e davvero straordinarie per forma e colori, sfumature ed odori.  

La leggenda

La leggenda della nascita del girasole è legata al popolo Incas, o per essere più precisi Quechua. Già,  perchè come non tutti sanno, incas è il nome che veniva attribuito agli aristocratici, mentre quechua il vero nome utilizzato per indicare la popolazione. Si  narra come il dio Sole, quando gli uomini non sapevano coltivare né cacciare e si nutrivano solo dei nemici uccisi in battaglia, decise di inviare sulla terra due dei suoi figli, per portare la civiltà. Il figlio del Sole,  Manco Capac, insieme alla sua sorella – sposa (tema ricorrente presso le popolazioni antiche), Mama Oello Huaco, intrapresero il viaggio portando con sé l’immagine del padre, rappresentata in un fiore, il girasole, e un cuneo d’oro, decidendo di stabilire la nuova dimora nel luogo dove il cuneo si fosse piantato nella terra senza sforzo. Trovarono il posto al centro di una fertile vallata in Perù, chiamata successivamente Cuzco, “ombelico” in lingua Inca. Cuzco sarebbe poi divenuta la capitale dell’Impero.

Una leggenda più romantica vuole che sulla Terra comperve un fiore brutto e storto, perennemente isolato dal resto della flora sul resto del pianeta. Il Sole notò che era il solo a seguirlo con la corolla, che non separava mai il suo sguardo dai suoi movimenti eterni. Per questo motivo,  ne ebbe compassione e decise di tenerlo sotto la sua cura, dandogli il nome di Girasole.

Nella mitologia greca si racconta di come una ninfa di nome Clizia si fosse innamorata del dio del sole Apollo e non facesse altro che guardare il suo carro volare nel cielo. Nove giorni dopo venne però trasformata in un girasole.

Il fiore

Il Girasole, il cui nome è Helianthus annuus, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Asteracee, con una grande infiorescenza a capolino.
Il fusto può arrivare a tre metri di altezza, mentre il diametro del capolino può raggiungere i trenta cm.
Deve il suo nome al fatto che il capolino ruota durante la giornata in direzione del sole (eliotropismo).
Sebbene sembri che il Girasole sia originario delle Americhe, in particolare del territorio incas, leggende e documenti storici ne provano l’esistenza anche in Europa e prima del 1000 a.C.

Il girasole necessita di molto sole, cresce meglio in terreni fertili, umidi, ben irrigati. I semi dovrebbero essere interrati ad una interfile di 45 cm con una densità di circa 8 – 9 piante per metro quadrato e a 2,5 cm di profondità. In verità, sopporta molto meglio di altre specie limitate carenze idriche.

I semi di girasole sono fra i più noti sia nel settore alimentare che in quello energetico. Se essiccati sono adoperati come snack in Cina ed in America, l’olio che se ne ricava dalla spremitura è adoperato nella cucina e se opportumanente trattato, è un economico biodiesel.

Read Full Post »