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Archive for agosto 2010

Con il mese di settembre, fino ad alcuni anni fa’, si parlava già di produzione del vino e non era raro nei piccoli borghi della nostra Penisola sentire in giro il profumo di mosto, acre e pungente, tipico di questo periodo. Un elemento che ormai sembra scomparso: non perchè sia venuta meno la produzione del vino nel nostro Paese sebbene, secondo gli ultimi dati del settore, buona parte della produzione 2009/2010 sia rimasta invenduta per la maggior parte delle cantine, ma perchè i tempi sono cambiati. E per tempi cambiati intendiamo proprio le condizione climatiche. Il caldo sempre più forte, le pioggie meno abbondanti, l’umidità crescente, stagioni sempre più vicine e difficili da distinguere, impediscono spesso, una maturazione naturale dei grappoli, rallentando la produzione che è slittata sempre più verso la metà di ottobre – inizio di novembre.
E’ solo in questo periodo che è possibile sentire il profumo dei grappoli appena raccolti e vivere la vendemmia attraverso sagre e manifestazioni che permettono di partecipare attivamente alla produzione: un buon modo di fare turismo e di riscoprire il territorio.
Una coppia di amici americani, della Pennsylvania, proprio partecipando alla produzione del vino durante uno dei loro ultimi viaggi in Italia, hanno deciso di iniziare un’attività vinicola in Virginia. Attività nata alla fine del 2009 e di cui si attendono i “frutti” per il 2010, un modo di esportare la nostra cultura del vino – tradizioni e saperi – anche all’estero.

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Gli inglesi si sa sono precisi ed ordinati per definizione. Un pò in tutto, giardini compresi. Il giardino all’inglese è un tipo di giardino sviluppato nel corso del settecento, all’interno del quale la natura non è mai lasciata incolta ma viene inserita in una precisa visione d’insieme, equilibrata ed armoniosa. A piante e fiori si affiancano ruscelli, rocce, tempietti, cespugli, pagode, insomma è un alternarsi di elementi naturali ed artificiali. Una concezione in evidente opposizione a quella del giardino zen, fondato invece su quella che è un’armonia naturale e semplice degli elementi a disposizione, come acqua e germogli. Nel giardino inglese il rapporto tra uomo e natura non è libero e selvaggio ma controllato e sereno, un dominio simbolo delle concezioni illuministiche che si sono sviluppate in quel periodo.
Nel giardino inglese le emozioni vengono costantemente mitigate e indirizzate, non vengono mai lasciate al caso più assoluto. Uno dei giardini inglesi più importanti che vantiamo nel nostro Paese è sicuramente quello della Reggia di Caserta che, purtroppo, è spesso chiuso al pubblico per ragioni di manutenzione e cura delle piante.
E’ chiaro che è particolarmente difficile realizzare in casa propria un giardino inglese, mentre è di gran lunga più semplice realizzarne uno di tipo zen, data la semplicità degli elementi di cui si compone. Ciò non toglie che rappresenti un modo di vivere ed interpretare la natura diverso ed interessante.

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Chi ama il giardinaggio non riesce a separarsi da questa passione anche in vacanza, specie chi ha una casetta la mare. Perchè rinunciare al piacere ed alla bellezza di un giardino ben curato dove potersi rilassare di ritorno da una lunga giornata trascorsa sulla spiaggia, organizzare un barbecue ed una serata in compagnia anche con gli amici che si decide di ospitare o quelli che si rivedere solo una volta all’anno, in vacanza appunto. E’ vero che nelle località di mare è più difficile realizzare un giardino, coltivare con successo piante e fiori, ma occorre solo fare la giusta scelta, ovvero selezionare quelle più resistenti, capaci di sostenere temperature elevate e che non hanno la necessità di innaffiature abbondanti. Insomma un giardino che deve essere in grado di durare anche in nostra assenza.

Fra le piante preferibili, naturalmente abbiamo il classico fico d’india e le piante grasse, quelle più spinose e, a gran sorpresa, l’erica, una sempreverde capace di abbellire il giardino creando un bell’effetto. Occorrerà a questo punto inlserire solo alcune panchine e sedie da arredamento, tavoli e… tanta citronella anti-zanzare! Tutto ciò prima di ripartire verso la città, per riprendere il ritmo quotidianodel lavoro e dello studio, in modo da ritrovarselo ogni volta che si vuole.

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Piante grasse in estate

Forme curiose, dimensioni paffute, colori spesso vivaci e qualche fiore, attenzione alle spine però! Si tratta delle piante grasse che a differenza di quello che si ritiene, non sono solo piante “da ufficio” per la benefica capacità di assorbire radiazioni come quelle del computer, ma sono pure perfette per gli esterni, soprattutto in estate. Sono robuste e longeve, la soluzione ideale per avere in piena estate un balcone ricco di corolle, perché resistono perfettamente alle temperature torride. A patto di coltivarle bene.
Se per tutta l’estate è necessario innaffiarle abbondantemente, a ottobre occorre quasi evitare riducendo anche ad una sola volta la settimana l’uso dell’innaffiatoio. Questo per chi vuole conservarle fino all’estate successiva. Si tratta di piante che necessitano di stare al fresco comunque, ma vanno bene pure un pianerotolo o una veranda, insomma posti luminosi, non ad illuminazione diretta. Le piante grasse più diffuse: l’echinocereus, il notocactus, il ferocactus e l’opunzia.

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Non è un caso che la pianta più coltivata e presente praticamente su tutti i terrazzi in città degli appassionati del giardinaggio, sia il geranio. Si tratta, infatti, di una pianta estiva annuale, ovvero di una pianta che fiorisce in estate ma si conserva splendidamente in tutte le stagioni dell’anno, purchè si conservino una serie di attenzioni da dedicare costantemnete ai fiori, come l’irrigazione costante ma non eccessiva e l’esposizione alla luce solare che non deve mai mancare. Io personalmente ne ho preferito una tipologia color ciclamino che adesso trabocca dal mio terrazzo, orgoglio dell’intero vicinato.

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