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Archive for the ‘piante aromatiche’ Category

Chi è mio affezionato lettore saprà ormai che, con i consigli e gli attrezzi giusti, si può coltivare davvero di tutto sul balcone o sul terrazzo. Basta un po’ di impegno e cura e davvero possiamo avere delle grandi soddisfazioni. Uno dei prossimi compiti che vi do è provare a coltivare le fragole in vaso. Sì, avete capito bene, quei succosi frutti rossi che fanno impazzire tutti. Visto che ormai è un po’ tardi per partire dalla semina, vi consiglio di acquistare le piantine di fragole da un fioraio o in un negozio di frutta. Così avete la materia prima su cui lavorare.  Acquistate, le piantine vanno messe a dimora in vasi piccoli. L’ideale sarebbe mettere una pianta in un vaso dal diametro di 15 cm di diametro. Se volete divertirvi, piantate fragole di specie così da avere un orto di fragole in miniatura sul vostro balcone.

Il terriccio deve essere a base di torba e sabbia, da mischiare con terriccio da orto e stallatico ben maturo. State attente a tenere lontane le erbe infestanti e ad esporre le piantine in pieno sole. Innaffiate regolarmente le piantine senza lasciare asciugare mai completamente il terriccio. Aumentate le innaffiature nel periodo di fioritura, quando nei primi giorni di marzo compaiono piccoli fiori bianchi. Sempre durante la fioritura è consigliabile arricchire il terreno con del concime liquido a base di potassio.

Ricordate che la fragola è molto sensibile al freddo. Affinché superi l’inverno, è necessario coprire le piantine con un telo di plastica per creare un ambiente caldo.

Di anno in anno, la pianta di fragole produce sempre meno frutti per cui vi consiglio, ogni estate, di ricavare delle piantine figlie. Sarà la stessa pianta madre a produrle su lunghi steli da cui spunteranno le radici. Lasciate crescere le piantine fino a quando avranno le radici abbastanza sviluppate da poter essere a dimora in vaso. E poi rinvasate.

Buona coltivazione!

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Nel post su come coltivare le erbe aromatiche sul balcone non ho menzionato il dragoncello, perché pensavo fosse un’erba aromatica sconosciuta ai più. E invece una mia attenta lettrice, Aurora, mi ha chiesto consigli su come coltivarlo e, quindi, eccomi qui.

Il dragoncello è una pianta aromatica erbacea originaria dell’Asia centrale. Ha foglie strette e lanceolate di colore verde chiaro dalle quale viene un aroma davvero molto intenso. Esistono due ipotesi che tentano di spiegare l’origine di un nome così caratteristico: la prima vuole che la pianta si chiami così perché le sue radici ricordano un groviglio di serpenti. L’altra, basata sulla tradizione tramandata per secoli, racconta che l’“erba dragona” sia una rimedio donato dal cielo per curare i morsi di serpenti e di altri rettili.

Per coltivare il dragoncello è bene sapere che esistono due varietà della pianta: il dragoncello russo, che fiorisce da luglio a ottobre,  e il dragoncello francese, superiore per aroma e sapore, ma sterile, per cui può essere riprodotto solo con la divisione dei cespi che deve essere fatta indicativamente tra marzo e aprile.

Il dragoncello va raccolto prima della fioritura, cosicché il sapore si mantenga intenso. Una volta seccato, va conservato in contenitori ben chiusi, all’ombra e in un luogo fresco e asciutto. Vi consiglio comunque di consumarlo velocemente perché altrimenti perde il suo profumo caratteristico e, dopo tutta la fatica fatta per coltivarlo, vi sembrerà di mangiare soltanto del fieno.

Se invece avete intenzioni di conservare il dragoncello a lungo vi do una ricetta fantastica insegnatami da una mia cara amica per preparare il burro al dragoncello. Una delizia. In pratica dovete impastare le foglie tritate di dragoncello con del burro ammorbidito. L’ideale è mettere 2 cucchiai di tritato per ogni 100 grammi di burro. Una volta impastato, mettete il composto nei contenitori per il ghiaccio e conservate in frigo, coprendo con della carta da forno. All’occorrenza aggiungente ai vostri manicaretti un cubetto di burro di dragoncello per dare loro un aroma intenso e particolare. Vedrete che successone.

II dragoncello infatti ha un sapore simile all’anice: con un po’ di pepe è ottimo per aromatizzare la carne, le uova, il pesce. Ha inoltre proprietà antisettiche e digestive. Una pianta davvero da scoprire.

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Scrivo questo post su come coltivare la lavanda, prendendo spunto dal commento di Maurizio che mi chiedeva se la lavanda può crescere anche con poca luce. Purtroppo per lui, la lavanda è una pianta da sole e da terreni aridi e sassosi; tant’è vero che cresce spontanea sulle coste bruciate dal sole dell’Italia meridionale. Quindi bisogna esporla a luce piena. Sono piante di piccole dimensioni, raggiungono un’altezza di massimo un metro, e sono sempreverdi. Le foglie sono strette e di un quel particolare grigio perlato che caratterizza un po’ tutte le piante mediterranee. I fiori si concentrano su lunghi steli a forma di spighe.

Come ho detto, la pianta soffre terreni particolarmente umidi e i ristagni d’acqua per cui, tra un’irrigazione e l’altra, è opportuno attendere che il terreno si sia asciugato. Il terriccio non deve essere acido né troppo fertilizzato; la cosa migliore è concimare la pianta all’inizio della primavera con un fertilizzante bilanciato azoto-fosforo-potassio . La fioritura varia da specie a specie, ma comunque si concentra tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Ed è uno spettacolo per vista e olfatto: avete presente le distese di lavanda delle Provenza? Una meraviglia della natura che vale la pena riprodurre in piccolo sul vostro balcone di casa.

I fiori di lavanda devono essere raccolti in momenti diversi a seconda dell’uso che se ne vuole fare: per uso erboristico vengono raccolti all’inizio della fioritura; per usi cosmetici e di profumeria nel periodo di massima fioritura. Una volta raccolti si devono lasciar seccare in mazzi appesi a testa in giù in luoghi chiusi, ma ventilati e non esposti al sole perché questo li scolorirebbe. Seccati, non perdono affatto il loro profumo intenso, tant’è che basta conservarli in sacchetti di tela o in ciotole per profumare la casa.

Alla fine della fioritura è bene potare tutti gli steli fioriferi per permettere alla pianta di rinvigorire. Vi consiglio di potare drasticamente le piante più debilitate e poco compatte, lasciando solo pochi centimetri di stelo. Vi ripagheranno l’anno successivo con una fioritura ancor più rigogliosa grazie allo sviluppo di germogli più giovani e forti. Chiaramente, come in tutte le operazioni di potatura, assicuratevi di sterilizzare gli attrezzi da taglio per evitare di infettare i tessuti della pianta. Potete lasciare la lama per qualche secondo sulla fiamma viva.
Seguite questi consigli e avrete il vostro piccolo angolo di Provenza in casa.

 

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Continuiamo oggi con una delle nostre guide su come coltivare ortaggi e frutta in città direttamente sul nostro balcone o sul terrazzo. Lo so, rischio di sembrare un po’ fissata, ma vi assicuro che è una soddisfazione indescrivibile mangiare, è proprio il caso di dirlo, il frutto delle vostre mani. E non vi dico l’invidia delle amiche quando vado a raccogliere i pomodori in terrazzo per fare una caprese veloce o una spaghettata. Oggi, quindi, vediamo come coltivare il pomodoro in vaso. Armatevi di una bustina di semi e partiamo. Vi consiglio la varietà di pomodori a frutti grandi perché i San Marzano basta un niente per farli marcire e i pomodori ciliegini sono difficili da portare a maturazione.

Marzo è il mese ideale per la semina. Come prima cosa vi serve un semenzaio dove far crescere i semi. Vi ricordate quel geniale semenzaio biodegradabile di cui vi parlavo qualche post fa? Se l’avete già dimenticato guardate qui.

Fatto il semenzaio, distribuite i semi di pomodoro in maniera uniforme e ricopriteli con uno strato di circa mezzo centimetro di terreno. Compattate con le mani, su sporcatevele, e coprite il tutto con un panno di tessuto o anche un telo di nylon, l’importante è che quest’ultimo sia bucato per permettere il ricambio dell’aria. Non dimenticate di annaffiare abbondantemente, ma di farlo con delicatezza, altrimenti rovinerete la vostra bella opera prima di partire. Assicuratevi di mantenere la terra umida durante tutto il periodo di incubazione dei semi ed esponete il semenzaio in piena luce.

A Maggio, quando le piantine saranno diventate alte circa 8-10 cm, è il momento di rinvasare. La scelta del vaso è fondamentale perché non bisogna ammassare troppo piante in poco spazio. L’ideale sarebbe collocare una sola pianta in un vaso da 30 cm. Io ho usato un vaso per l’orto in terrazzo specifico dove sono riuscita a piantare 6 piantine ben distanziate l’una dall’altra. Per quanto riguarda il terriccio bisogna evitare quelli con troppa torba e non bisogna dimenticare di creare sul fondo uno strato drenante di argilla espansa.

Il periodo di crescita della pianta durerà fino a luglio, tempo durante il quale innaffieremo due volte a settimana, assicurandoci di non lasciar seccare la terra, e concimeremo ogni tre. Non bagnate le foglie perché l’umidità favorisce le malattie fungine. Una cosa importare da osservare durante il periodo di crescita è togliere quelle foglie che crescono tra fusto e foglia. Permetterete così alla pianta di risparmiare forze per concentrarle nella fruttificazione.

A partire dalla metà giugno vedrete che i fiori si ingrosseranno fino a diventare succosi frutti maturi. Et voilà, servite in tavola. Un consiglio: raccogliete i pomodori alla bisogna, senza staccarli tutti dalla pianta una volta maturi. Il bello di avere l’orto sul balcone di casa è poter avere cibi sempre freschi senza doverli mettere in frigorifero.

 

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Il raperonzolo è uno di quei fiori di cui non si sospetterebbero mai le proprietà curative. È un’erbacea perenne, ma non rientra nella categoria delle sempreverde. Non supera solitamente i 50 cm ed è conosciuto soprattutto per i suoi delicati fiori penduli di colore azzurro o violetto che fioriscono in primavera e in estate.

Per coltivarla basta seguire pochi semplici accorgimenti: a primavera bisogna concimare la pianta con fertilizzanti ricchi di azoto che favoriscono la crescita di radici e foglie. Per quanto riguarda le innaffiature, è sufficiente bagnare la pianta con tre bicchieri d’acqua ogni tre settimane, controllando che il terreno sia sempre bren drenato e leggero.

Il raperonzolo è un pianta relativamente resistente: sopporta temperature piuttosto fredde e persino gelate non prolungate. È meglio posizionarla in un luogo non troppo ombreggiato dove i raggi solari cadano diretti durante le ore più fresche della giornata.

E ora le ricette per sfruttare al massimo le proprietà medicinali e curative di questa utilissima piantina. Il raperonzolo è ideale per combattere le infezioni del cavo orale. Per utilizzarla è necessario preparare una sorta di colluttorio fatto in casa. Bisogna prima di tutto immergere 30-50 grammi di parti aeree della pianta in un litro di acqua bollente. Si lasciano per un po’ le foglie in ammollo, si filtra il tutto e il gioco è fatto. Il liquido così ottenuto va utilizzato come un normale colluttorio per fare gargarismi in caso di infezioni o irritazioni alla gola. Ma il raperonzolo torna utile anche per problemi di allattamento. In questo caso bisogna far cuocere la radice della pianta e mescolarla con olio, zucchero e un pizzico di pepe. Semplice e veloce.

 

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Il periodo che sta a cavallo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera è il momento giusto per iniziare a trasformare il proprio balcone in un orto. Le piante più facili da coltivare, ma anche quelle che danno più soddisfazione per il profumo e l’utilità in cucina, sono le erbe aromatiche. Non vi piacerebbe staccare due tre foglioline di basilico direttamente dalla piantina sul balcone per condire il sughetto di pomodori che state preparando? E allora mettiamoci al lavoro! Vi spiegherò come coltivare basilico, prezzemolo, maggiorana e menta ed essere invidiate da tutte le amiche.

In primis, il basilico, il re delle erbe aromatiche. Il basilico deve essere seminato proprio in questi mesi, a febbraio-marzo, e deve essere trapiantato a maggio, assicurandosi che le piantine siano ben distanziate. Esponetele a tutto sole e innaffiate molto frequentemente. Sentite già il profumo, vero? Non dimenticate di raccogliere le foglie prima della fioritura.

Il prezzemolo, invece, va seminato nell’arco di tempo che va da febbraio ad aprile. Potete utilizzare un semplice vaso o delle cassette di legno, che fa molto campagna. I semi vanno appena ricoperti, ma interrati, altrimenti addio piantine. Anche il prezzemolo ha bisogno di una posizione abbastanza soleggiata e di innaffiature regolari. Fate attenzione ad assicurare sempre una buona umidità. Vi consiglio di utilizzare uno di quei comodissimi vasi con il serbatoio per l’acqua che permettono un’irrigazione graduale e costante senza bisogno di troppe cure. Le foglie possono essere raccolte tranquillamente ma mano che crescono.

La maggiorana è la variante addomesticata dell’origano che, invece, cresce spontaneo nei posti assolati e aridi del Mediterraneo. È un po’tardi per iniziare a coltivarla perché la semina va fatta in autunno in un terreno leggero e asciutto. Anche la maggiorana necessita di tanto sole. Fiorisce solitamente in agosto e settembre: una volta fiorita, la pianta deve essere raccolta intera assicurandosi però di tagliare le radici e bisogna lasciare essiccare i mazzetti in un locale arieggiato.

E, infine, la menta. La pianta aromatica va seminata a marzo. Il terreno deve essere lasciato sempre umido. Non richiede molti sforzi, va semplicemente tenuta al fresco e non esposta direttamente al sole. Come per il basilico, le foglie vanno raccolte prima della fioritura e fatte essiccare all’ombra.

E allora cosa aspettate, mettetevi a lavoro!

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Dite la verità, diventate viola d’invidia quando andate da quell’amica col terrazzo e venite accolte in quel tripudio di rampicanti e fiori che abbelliscono ringhiere e corrimano, vero? Se non avete un terrazzo o un giardino dove dare sfogo alla vostra fantasia, fate di necessità virtù: trasformate la vostra casa in un giardino lussureggiante. L’importante è sapere quali piante sono adatte a vivere all’interno di un appartamento e sceglierle con cura in base a dimensioni e colori.

Il Ficus benjamin è senza dubbio il principe delle piante da appartamento. Si adatta a contesti anche non proprio accoglienti e abbellisce gli spazi con quel suo fogliame verde brillante che, pur essendo abbondante, non diventa mai ingombrante. Anche perché è sempre possibile potarlo per dargli le forme più bizzarre. E qui l’unico limite è la fantasia. La Muehlenbeckia nana è perfetta per creare cornici di vegetazione un po’ selvaggia in cui piantare bulbi e fiori stagionali. È una pianta che cresce rapidamente e non ha bisogno di tante cure. La sistemate in un bell’angolo e la pianta crescerà praticamente da sola: basta togliere le foglie morte e non eccedere nell’irrigazione.

Se siete all’inizio e proprio non avete il pollice verde vi consiglio i Cactus bonsai. Hanno forme originalissime, fiori dai colori vivaci e hanno bisogno davvero di pochissima cura. Giusto il tempo di innaffiarli. Inoltre possono essere create delle bellissime composizioni in vasi di terracotta che danno un tocco esotico all’appartamento. Altra pianta esotica da appartamento è la Camadorea, una palma nana proveniente dall’America centrale e meridionale, elegante e molto semplice da curare. È sufficiente stare attenti a non eccedere con l’acqua e non esporre le foglie alla luce diretta del sole. Potete schermarla con una tenda.

Una vera chicca è la composizione di erbe aromatiche. Se amate la bellezza delle piante piccole e delicate potete decorare le vostre stanze con una combinazione di lavanda, rosmarino e serissa. Non solo darete un tocco campestre all’appartamento, ma avrete un angolo di casa profumatissimo dove rilassarvi. E poi ci sono le mie amate orchidee. Di tutte le forme e colori, sempre elegantissime. Sono fiori irresistibili.

 

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