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Posts Tagged ‘attrezzi giardinaggio’

Non bisogna rattristarsi se d’inverno il giardino sembra sonnacchioso: è il naturale momento di riposo prima di tornare a fiorire in primavera, quando il clima lo consente. Il riposo è la loro strategia di sopravvivenza, per raccogliere tutte le energie e difendersi dal freddo. Se fa molto freddo è anche nostro compito aiutarle in questa impresa, e bisogna quindi prendere accorgimenti per ripararle e impedire che gelino.

La soluzione più semplice ed economica è il telo di plastica, con cui si può coprire la pianta o anche solo il vaso. Personalmente non mi piace molto, perchè credo che le piante soffrano un po’ sotto la plastica anche se si ha cura di lasciare dei passaggi per farle respirare. In ogni caso nelle giornate di sole bisogna alzare i teli per lasciarle godere un po’ della luce e del calore di cui hanno tanto bisogno.

Un’altra soluzione è la serra. Ce ne sono di tutte le dimensioni e per tutte le esigenze, per il giardino e anche per il terrazzo. Se si installa una serra,  bisogna periodicamente scrollarla della neve, che potrebbe danneggiare la struttura; e poi bisogna fare attenzione alla temperatura che avrà al suo interno. Per questo è utile metterla a sud, esposta al sole, così che di giorno assorbe le radiazioni e di notte le rilascia. In questo modo non c’è neanche bisogno di pensare a un riscaldamento, che sarebbe un po’ troppo innaturale per le piante ed anche antiecologico.

Inoltre è utile concimare il terreno con materiale organico. Si fa all’inizio dell’inverno, in modo che questo rilasci sostanze nutritive per tutta la stagione; cosa che è essenziale per fortificare le piante. E poi bisogna ricordarsi di non potare mai durante questo periodo, perchè le ferite dei tagli indeboliscono la pianta  e il freddo potrebbe gelarle.  Se abbiamo curato bene il nostro giardino durante l’inverno, in primavera tornerà ad essere bello e rigoglioso.

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L’alloro, o Laurus nobilis, è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Lauracee, piante tipiche dei climi temperati come quello mediterraneo e originaria dell’Asia Minore. E’ un albero che può essere alto fino a 10 m, con foglie ovali verde scuro, lucide e molto profumate.E’ una pianta dioica, cioè con fiori maschili  femminili che crescono su piante diverse di colore giallo chiaro e di piccole dimensioni che formano una infiorescenza a ombrello. Può essere esposto in pieno sole o anche all’ombra, sempre a temperature non troppo basse; in primavera ed estate deve essere innaffiato non troppo frequentemente, e deve essere rinvasato ogni due anni.

Dalle nostre parti questa pianta è conosciuta soprattutto per l’uso che se ne fa in cucina, dove non può assolutamente mancare: il profumo intenso e inebriante delle foglie la rende assolutamente indispensabile per una serie numerosissima di piatti, che siano di carne, pesce o altre preparazioni più fantasiose. Ma l’alloro ha anche funzioni medicinali: ha proprietà digestive, cura i reumatismi e gli strappi, è utile contro la sudorazione eccessiva ed ha ance un potere rilassante. L’alloro è una di quelle piante che ci sono indispensabili e che sono profondamente radicate nella cultura e nell’immaginario dei popoli mediterranei: basta il suo profumo ad evocare paesaggi e anche sapori che fanno parte di noi e della nostra storia millenaria.

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Confesso che anch’io mi faccio conquistare dalle tentazioni dell’atmosfera natalizia, e non rinuncio mai ad una bella stella di Natale accanto all’albero. La mia piantina è con me da tre anni, ed ogni anno nel periodo natalizio la colloco in bella mostra nel soggiorno, nell'”angolo natalizio” compsto da abete decorato, stella di Natale e piccolo presepe fatto in casa con i classici sughero e cartone.

Il suo nome scientifico è Euphorbia pulcherrima o anche Poinsettia. E’ originaria del Messico, e infatti ha bisogno di climi abbastanza miti, non sopportando il gelo. D’inverno è bene tenerla in casa, avendo cura di mantenere l’ambiente non eccessivamente secco, e innaffiarla ogni due-tre giorni. Ogni tanto occorrerà anche concimarla. In primavera deve essere potata, e d’estate si può innaffiarla più sporadicamente in attesa che venga il momento della fioritura. Questa inizia con l’accorciarsi delle giornate, e quindi in settembre cominciano a spuntare i fiori.

L’aspetto veramente peculiare di questa pianta è che, contrariamente a quanto si pensi, i suoi fiori sono gialli; il caratteristico colore rosso, che la rende una pianta così natalizia, appartiene ad alcune foglie che assumono questa colorazione al fine di attirare insetti. Da ciò il loro aspetto sgargiante e vistoso. Se ci si ferma a riflettere, appare incredibile: di certo la Natura non poteva sapere nulla circa le feste di Natale, eppure ha creato qualcosa che sembra fatto apposta per rallegrare le nostre festività e donarci il senso di calore e gioia che è la cosa più bella del Natale.

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Il glicine (Wisteria sinensis) è una pianta originaria dell’Estremo Oriente e fa parte della famiglia delle Papilionacee. E’ una pianta rampicante caratterizzata da un tronco che si attorciglia alle strurre vicino cui si trova, e soprattutto dagli inconfindibiligrappoli di fiori azzorro-violetto lunghi circa 20 cm. E’ noto che la pianta dà il proprio nome al colore corrispondente e caratteristico dei suoi fiori. Ha un profumo molto gradevole ed è deliziosa nel giardino o su un terrazzo, purchè si faccia attenzione a dotarla di un buon supporto poichè si sviluppa molto rapidamente e in modo anche un po’ “invadente”. Necessita di un terreno argilloso, anche se è una pianta estremamente adattabile. Ama essere esposta in pieno sole  e teme le gelate tardive; le annaffiature non devono essere troppo frequenti e non bisogna esagerare con i fertilizzanti.

La fioritura avviene in estate, e nel mese di luglio bisogna effettuare la potatura determinando il numero di fiori che la pianta dovrà avere. L’operazione deve poi essere ripetuta a gennaio in modo più radicale, per favorire la fioritura.

Per il suo colore estremamente delicato, presso i giapponesi il glicine è simbolo di amicizia e tenerezza; anche chi non conosce il linguaggio convenzionale dei fiori, sarà sicuramente emozionato dal ricevere in dono un glicine con la sua aggraziata bellezza.

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Torno oggi su un argomento che mi sta abbastanza a cuore e a cui faccio spesso degli accenni: la medicina floreale. Sapete quanto io creda nel potere che hanno le piante e anche i fiori di guarire o alleviare molti dei nostri disturbi, che spesso sono dovuti a una condizione generale di stress; in questo caso un elemento naturale ci aiuta a ritrovare quell’equilibrio e l’armonia che abbiamo momentaneamente smarrito. Ma i fiori sono d’aiuto anche nel caso di vere e proprie malattie; nella storia dell’uomo sono sempre stati le uniche vere medicine, ed hanno proprietà veramente stupefacenti.

I fiori di Bach sono un esempio di medicina floreale “dell’anima” ; si basano sul principio che le emozioni hanno un forte influsso sul sistema immunitario, ed ogni fiore ha il potere di riequilibrare degli stati emotivi che causano sofferenza. Una sofferenza che si può manifestare in forma strettamente emotiva o può tradursi anche in disturbi fisici. Nella pratica, i fiori di Bach sono estratti di 38 fiori, da usare singolarmente o combinati ma sempre sotto la guida del farmacista; gli estratti si assumono diluiti in acqua od anche puri, nei casi più gravi. La durata media di un trattamento è di circa tre settimane, comunque fino alla scomparsa dei sintomi.

Alcuni esempi delle proprietà dei fiori di Bach: il pioppo aiuta ad affrontare paure repentine e disagio; la clematis è utile per chi tende ad assentarsi troppo con la mente; l’agrifoglio cura l’invidia, la gelosia e la diffidenza; il pino serve a chi tende a farsi travolgere dai sensi di colpa e addossarsi responsabilità non sue; la rosa canina agisce contro l’apatia e la demotivazione; il castagno bianco aiuta a combattere pensieri ossessivi. Ma questo è solo un assaggio, perchè si tratta di un mondo complesso ed estremamente affascinante.

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La maggior parte delle mie piante sono in giardino, perchè mi piace vederle all’aperto e ho l’impressione che siano più felici, che respirino meglio. Ultimamente però ho voglia di tenerne qualcuna anche in casa; le sere d’inverno, che passo accoccolata sul divano davanti alla stufa mi rallegra vedere un po’ di verde. Quindi ho messo nel soggiorno una bella gardenia, precisamente gardenia jasminoides.  Sta bene in appartamento perchè ha bisogno di una temperatura minima di 13 gradi circa in inverno. Nella stagione fredda  non richiede moltissima acqua, l’importante è che sia poco calcarea; d’estate invece necessita di innaffiature abbondanti. Come per la maggior parte delle piante d’appartamento,  il vaso deve essere posto su una terrina riempita di ghiaia per mantenere costante l’umidità. Dopo la fioritura i rami vanno potati di un terzo per favorirne la crescita.
Con le piante mi capita di parlare, magari mentre sfaccendo in casa o mentre le innaffio. Dicono che sia fondamentale perchè le piante sono ricettive come tutti gli esseri viventi, amano la comunicazione e dimostrano il loro apprezzamento mantenendosi in salute.  Sembra inoltre che le piante in appartamento abbiano un’azione benefica sull’ambiente, perchè assorbono anidride carbonica che utilizzano per il loro nutrimento, e quindi purificano l’aria. Un beneficio molto gradito, anche se non è certamente la ragione per cui ho deciso di avere piante in casa…ed ora che ho cominciato, e che la mia casa sta diventando sempre più bella grazie a loro, ne metterò certamente molte altre per farsi compagnia tra loro.

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Il gelsomino è una pianta rampicante sempreverde dal fusto legnoso.  Appartiene alla famiglia delle Oleaccee ed è originario del Malabar, nelle Indie orientali. Il termine “gelsomino” deriva dal persiano Jasemin: trovo questo nome ricco di fascino esotico e molto musicale. Ama i  terreni freschi e leggeri ed è abbastanza facile da coltivare, infatti conosce grande diffusione non solo in giardini e terrazzi, ma anche nella vegetazione urbana; ad esempio, ai lati di un viale o di una strada non sarà difficile trovare delle piante di gelsomino che si arrampicano sul muro. Preferisce i climi caldi o temperati; il gelo può infatti distruggerne i rami,  per cui è bene ripararlo e proteggere le radici con della paglia o del terriccio in casi di freddo intenso. Ha bisogno di molta luce e gradisce l’esposizione diretta al sole per buona parte della giornata, e per l’irrogazione è sufficiente la pioggia.

Il tratto più caratteristico di questo fiore è senza dubbio il profumo: penetrante, inconfondibile e inebriante, sembra quasi smentire l’aspetto discreto e delicato dei fiorellini bianchi stellati poichè non può proprio essere ignorato.  Non a caso il gelsomino è utilizzato in profumeria: è una delle mie essenze preferite perchè riesce a combinare dolcezza e forza.

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