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Posts Tagged ‘cura esterni’

Il glicine (Wisteria sinensis) è una pianta originaria dell’Estremo Oriente e fa parte della famiglia delle Papilionacee. E’ una pianta rampicante caratterizzata da un tronco che si attorciglia alle strurre vicino cui si trova, e soprattutto dagli inconfindibiligrappoli di fiori azzorro-violetto lunghi circa 20 cm. E’ noto che la pianta dà il proprio nome al colore corrispondente e caratteristico dei suoi fiori. Ha un profumo molto gradevole ed è deliziosa nel giardino o su un terrazzo, purchè si faccia attenzione a dotarla di un buon supporto poichè si sviluppa molto rapidamente e in modo anche un po’ “invadente”. Necessita di un terreno argilloso, anche se è una pianta estremamente adattabile. Ama essere esposta in pieno sole  e teme le gelate tardive; le annaffiature non devono essere troppo frequenti e non bisogna esagerare con i fertilizzanti.

La fioritura avviene in estate, e nel mese di luglio bisogna effettuare la potatura determinando il numero di fiori che la pianta dovrà avere. L’operazione deve poi essere ripetuta a gennaio in modo più radicale, per favorire la fioritura.

Per il suo colore estremamente delicato, presso i giapponesi il glicine è simbolo di amicizia e tenerezza; anche chi non conosce il linguaggio convenzionale dei fiori, sarà sicuramente emozionato dal ricevere in dono un glicine con la sua aggraziata bellezza.

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Il gelsomino è una pianta rampicante sempreverde dal fusto legnoso.  Appartiene alla famiglia delle Oleaccee ed è originario del Malabar, nelle Indie orientali. Il termine “gelsomino” deriva dal persiano Jasemin: trovo questo nome ricco di fascino esotico e molto musicale. Ama i  terreni freschi e leggeri ed è abbastanza facile da coltivare, infatti conosce grande diffusione non solo in giardini e terrazzi, ma anche nella vegetazione urbana; ad esempio, ai lati di un viale o di una strada non sarà difficile trovare delle piante di gelsomino che si arrampicano sul muro. Preferisce i climi caldi o temperati; il gelo può infatti distruggerne i rami,  per cui è bene ripararlo e proteggere le radici con della paglia o del terriccio in casi di freddo intenso. Ha bisogno di molta luce e gradisce l’esposizione diretta al sole per buona parte della giornata, e per l’irrogazione è sufficiente la pioggia.

Il tratto più caratteristico di questo fiore è senza dubbio il profumo: penetrante, inconfondibile e inebriante, sembra quasi smentire l’aspetto discreto e delicato dei fiorellini bianchi stellati poichè non può proprio essere ignorato.  Non a caso il gelsomino è utilizzato in profumeria: è una delle mie essenze preferite perchè riesce a combinare dolcezza e forza.

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Ricette con i fiori di zucca

Sapete quanto io adori i fiori, specie quelli che appartengono al mondo delle piante aromatiche e quelli che sono alla base degli olii aromatici.
Ci sono fiori, tuttavia, che possono essere utilizzati per cucinare e preparare pranzetti praticamente perfetti, roba da leccarsi i baffi. Per i gourmet che amano osare in cucina senza allontanarsi dalla tradizione e realizzare autentici capolavori, i fiori che è possibile adoperare in cucina con i migliori risultati per il palato sono sicuramente quelli di zucca: si possono consumare nelle minestre, nei risotti, con altre verdure nei ragù, in frittata, pastellati e fritti, ripieni e pastellati fritti o stufati.

Ci sono, tuttavia, altri fiori che entrano di diritto in cucina. Usati nel medioevo, caduti in disuso, stanno conoscendo una nuova stagione in relazione alla ricerca di modi di cucinare nuovi ed originali, come i fiori di gelsomino, lavanda e rosmarino per creare burro e creme dolci per guarnire torte e pasticcini.

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La festa di Ognissanti con la celebrazione di tutti i Santi prima, e di tutti i defunti, poi, è un momento per commerare persone del nostro passato, amici o familiari a cui teniamo ancora oggi e purtroppo scomparse e che corrisponde alla festa di Halloween negli Stati Uniti, una specie di festa liberatoria dei nostri demoni.
Non a caso, le celebrazioni adoperano i fiori, simbolo della nostalgia, del ricordo e dell’omaggio. Il fiore che più di tutti è adoperato in questi giorni è il crisantemo che per tradizione è associato ai defunti. Mi sono chiesta per quale motivo e pertanto ho deciso di fare una breve ricerca dalla quale è emerso che il crisantemo è un fiore autunnale tipico del Giappone legato ad una leggenda molto triste.

“Tanto tempo fa, in Giappone, c’era una mamma molto povera che lavorava duramente tutto il giorno per provvedere il cibo e il vestiario alle sue tre bambine. Il papà era morto, e benché lavorasse molto, non riusciva a guadagnare abbastanza.
Una fredda sera d’inverno, questa povera mamma aveva dovuto mettere a letto le sue bambine quasi senza cibo.
Era molto amareggiata e, in lacrime, aveva preso la decisione di andare a cercare qualche aiuto.
Era una notte gelida e appena aprì la porta udì una voce che diceva: “Aiutami, fammi entrare, ho freddo e fame”.
Era un bambino magro e tremante.
Lo accolse, ma i suoi occhi si riempirono nuovamente di lacrime, poiché non aveva cibo sufficiente da offrirgli e la sua casa era fredda. La donna gli diede quel poco che aveva ancora nella dispensa, pur sapendo che non avrebbe più nulla da dare alle sue bambine quando si sarebbero svegliate il mattino dopo; poi avvolse il bambino nella sua coperta e lo mise nel suo letto.
La donna decise di recarsi al santuario per pregare con la speranza di poter elemosinare per ricevere qualche aiuto. Ma era così debole per mancanza di nutrimento, che svenne sulla porta del tempio e rimase inanimata per circa quattro ore.
Quando finalmente riaprì gli occhi, barcollando, ritornò a casa e constatò con sorpresa che il bambino non c’era più, era scomparso! Ritornò alla porta per vedere se era nelle vicinanze e sulla neve vide le tracce lasciate dal bambino e in ognuna di esse era spuntata una pianticella che aveva dei fiori bellissimi.
La povera mamma s’inginocchiò davanti a quei meravigliosi fiori, perché si rese conto di non avere ospitato un bambino, ma di essere stata visitata da un angelo!
Da quel giorno, narra la leggenda, che lei e la sua famiglia non conobbero più né fame né povertà, perché queste nuove e belle pianticelle, che crescevano davanti alla sua porta, valevano centinaia di Yen!
L’imperatore, udita la notizia, mandò uno dei suoi servitori a comprare dalla vedova una piccola pianta, così da poter far crescere i crisantemi nel suo giardino.”

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Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che alla base della maggior parte degli olii essenziali c’è il bergamotto, una specie di “fratello minore” delle essenze più conosciute. E’ infatti proprio l’olio di bergamotto ad essere indispensabile nell’industria farmaceutica e profumiera perchè viene utilizzato:

  • per fissare il bouquet
  • per armonizzare le essenze
  • per esaltare la sensazione di freschezza dei profumi
  • come antibatterico ed antisettico

Non è finita qui! L’olio di bergamotto è l’ingrediente tipico di alcuni dolci nei quali è adoperato come aromatizzante o per esaltare il gusto di liquori e bevande. Non a caso per le sue proprietà digestive – si tratta pur sempre di un agrume – è alla base di bevande utilizzate per accompagnare i pasti.

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Sono inizati giorni un pò grigi a causa del vento, della pioggia che attanagliano la nostra Penisola già da un pò di tempo e dei primi malanni legati al brusco cambiamento di stagione. Sono momenti in cui sentiamo assoluta nostalgia della primavera e soprattutto dell’estate. Un buon modo per risollevre il morale è quello di arricchire il terrazzo di colori e profumi con piante e fiori. Oltre ai ciclamini, un’altra pianta dalla fioritura tipicamente invernale è la camelia, legata in maniera indissolubile alla letteratura ed all’arte. Si tratta di un fiore che per secoli ha ispirato pittori e scrittori, poeti e creativi grazie al colore delicato e gentile.
Le camelie sbocciano in dicembre-gennaio. Coltivate da centinaia di anni anche in Europa, esistono numerosissimi ibridi. I fiori delle camelie hanno colore rosa o banco, ma esistono alcune varietà a fiore rosso e pochissime varietà a fiore giallo; in genere le piante di camelia alternano anni con fioriture eccezionali ad anni con pochi fiori. Le camelie sono molto longeve, e con il passare degli anni possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, fino a 6-7 metri di altezza.

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Gli inglesi si sa sono precisi ed ordinati per definizione. Un pò in tutto, giardini compresi. Il giardino all’inglese è un tipo di giardino sviluppato nel corso del settecento, all’interno del quale la natura non è mai lasciata incolta ma viene inserita in una precisa visione d’insieme, equilibrata ed armoniosa. A piante e fiori si affiancano ruscelli, rocce, tempietti, cespugli, pagode, insomma è un alternarsi di elementi naturali ed artificiali. Una concezione in evidente opposizione a quella del giardino zen, fondato invece su quella che è un’armonia naturale e semplice degli elementi a disposizione, come acqua e germogli. Nel giardino inglese il rapporto tra uomo e natura non è libero e selvaggio ma controllato e sereno, un dominio simbolo delle concezioni illuministiche che si sono sviluppate in quel periodo.
Nel giardino inglese le emozioni vengono costantemente mitigate e indirizzate, non vengono mai lasciate al caso più assoluto. Uno dei giardini inglesi più importanti che vantiamo nel nostro Paese è sicuramente quello della Reggia di Caserta che, purtroppo, è spesso chiuso al pubblico per ragioni di manutenzione e cura delle piante.
E’ chiaro che è particolarmente difficile realizzare in casa propria un giardino inglese, mentre è di gran lunga più semplice realizzarne uno di tipo zen, data la semplicità degli elementi di cui si compone. Ciò non toglie che rappresenti un modo di vivere ed interpretare la natura diverso ed interessante.

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