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Posts Tagged ‘cura giardino’

Se ci pensate il giardinaggio può essere un’attività a costi davvero irrisori. Certamente molto più bassi rispetto ad altri hobby come il collezionismo o il bricolage. E in più non c’è niente di paragonabile al piacere e alla soddisfazione di prendersi cura di un essere vivente, vederlo crescere e magari fiorire. Per questo voglio darvi qualche consiglio per ottimizzare i costi relativi alla nostra grande passione.
Prima di tutto, il riciclo: i rifiuti organici della cucina, invece di andare ad aumentare il volume di spazzatura giornalmente prodotta, possono essere trasformati in compost. Esistono in commercio dei veri e propri kit di compostaggio domestico facili da usare e poco ingombranti. Tutto quello che dovete fare è raccogliere gli scarti delle verdure e le bucce della frutta in una di queste compostiere di plastica, aggiungere l’attivatore di biodegradazione che solitamente è contenuto nel kit acquistato e lasciare macerare. In pochi giorni il gioco è fatto: fertilizzante a costo zero per le vostre amate piante. Quelli che prima erano rifiuti senza alcun valore diventano nientemeno che nutrimento per i vostri vasetti di basilico e rosmarino.

Altro consiglio utile che vi posso dare: lasciate stare quelle bustine asettiche di semi di produzione industriale e convertitevi allo scambio di talee. Chiedete ai vicini, agli amici, ai colleghi di lavoro. Non si tratta solamente di un modo per risparmiare soldi, ma di un modo per condividere una passione e un’esperienza. Chi ha detto che il giardinaggio deve essere un’attività fatta in solitudine? Rendiamolo il tramite per allacciare nuove relazioni sociali e approfondire quelle esistenti. Se proprio non potete fare a meno di acquistare fertilizzanti o attrezzi specifici, che magari utilizzerete soltanto in un certo periodo dell’anno, non risparmiate sulla qualità della marca, ma valutate l’opportunità di un acquisto in condivisione.

Altro accorgimento importante è la razionalizzazione dell’acqua per l’irrigazione. Non c’è bisogno di essere fondamentalisti dell’ambientalismo per capire che l’acqua è una risorsa preziosa che non deve essere sprecata. Esistono diverse soluzioni per risparmiare acqua come l’irrigazione a goccia, la microirrigazione e l’irrigazione interrata. Le più intraprendenti possono invece innaffiare con l’acqua dei gocciolatoi dove si mettono ad asciugare le stoviglie e i piatti già lavati oppure utilizzare l’acqua di cottura delle verdure o quella in cui si sono state messe a bollire le uova. Le verdure e il guscio delle uova, infatti, rilasciano nell’acqua quei sali minerali e quei nutrienti indispensabili per la crescita vigorose delle vostre piante. Che dire di più? Vi assicuro che è una soddisfazione impareggiabile pensare di esser riusciti ad riutilizzare ogni cosa evitando il più piccolo spreco.

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Internet per me non è soltanto un luogo dove potermi svagare e dove confidarmi tramite il blog, ma lo vedo anche come un luogo dove poter dare risposta alle proprie curiosità e scoprire sempre qualcosa di nuovo.
In questi giorni mi è capitato di imbattermi in alcuni siti che proponevano una perfetta coniugazione tra fiori e cucina. Ebbene, domenica scorsa ho provato a cimentarmi con una cena (spero gradita dai miei commensali…) completamente floreale.

Il menù del giorno prevedeva:

Antipasto:

• Caprini alla lavanda con pane integrale

Primi:

• Risotto con petali di rose rosse
• Consommé di verdure e fiori (ho usato margheritine e papaveri, anche se la ricetta trovata prevedeva tutt’altro)

Secondo:

• Polpettone alla rosa

Dolce:

• Crostata alla lavanda

Naturalmente ho dovuto prima vincere la diffidenza dei miei ospiti che mi hanno preso in giro per tutta la cena, ma che si sono tranquillizzati soltanto quando ho servito il Polpettone; a loro difesa c’è da dire che il Consommé era tutto fuorché rassicurante (come si dice: “Brutto fuori, bello dentro”? O almeno spero…). Mi è stata data soddisfazione, però, con il risotto alle rose che è piaciuto veramente tanto e i bis fatti mi hanno tranquillizzato non poco.
Alla fine della cena sono stati veramente tanti i complimenti ricevuti che credo di aver fatto concorrenza alla mia Stella di Natale.

Certo che la natura è proprio fantastica, soprattutto se riesce a farmi prendere dei complimenti in cucina.
Prossimo obiettivo: la preparazione di un “Liquore di Garofani”!

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Purtroppo (o per fortuna) le feste natalizie e relative ferie sono terminate e quindi sono tornata ormai alla vita quotidiana di tutti i giorni. La natura, come si sa, non conosce sosta e per me è arrivato il momento di adoperarmi per il mantenimento delle mie amate piante.

La mia Euphorbia pulcherrima ha decisamente bisogno di una bella potatura ed è proprio questo il mese adatto. La Stella di Natale non richiede una manutenzione eccessiva, bisogna solo aver cura, nel potarla, di lasciare tre gemme per ogni ramo, rimuovere quelle secche e lasciarla ancora in casa fino a quando le temperature più miti della primavera le permetteranno di respirare all’aria aperta. Non so perché, ma la potatura è un processo che mi rilassa tantissimo ed è proprio in questi momenti che vicissitudini e avvenimenti di questa parentesi natalizia mi danno la possibilità di aprirmi a riflessioni e considerazioni con le mie migliori confidenti, le piante.

A Natale mi sono stati regalati anche dei semi di Coleo (o Coleus Blumei) appartenenti alla famiglia delle Labiatae. Si tratta di una pianta di facile mantenimento che in appartamento non si sviluppa oltre i 50 cm, mentre nei loro ambienti naturali superano anche il metro. Le temperature ottimali di coltivazione sono intorno ai 20-25 °C quindi proprio la giusta temperatura che si trova nel mio appartamento. Bisogna però fare attenzione a non esporla a correnti d’aria o a temperature al di sotto degli 8°C, altrimenti la pianta muore.

I semi di Coleo vanno piantati in una composta formata da una parte di terriccio fertile ed una di sabbia grossolana e bisogna aver cura di avere sempre un terriccio umido evitando di utilizzare acqua con molta concentrazione di calcare. Con l’umidità c’è anche la possibilità che si formino dei funghi, quindi ho deciso di utilizzare un funghicida,  consigli al riguardo? Sono decisamente indecisa su quale utilizzare; avere ospiti indesiderati in casa non mi alletta particolarmente. Ho utilizzato anche un foglio di plastica trasparente per mantenere il terreno umido; il foglio va controllato ogni giorno per evitare il formarsi di condensa e controllare il grado di umidità del terreno.

E’ una pianta che ha bisogno di tanta luce, ed ha già conquistato un posto d’onore davanti alla mia vetrata, anche perché il colore intenso della pianta dipende dalla quantità di luce che ha ricevuto. Il periodo di fioritura è decisamente variabile, da poche settimane a diversi mesi. Speriamo che il per la mia, il periodo di “gestazione” non sia lungo, perché non vedo l’ora di vedere i risultati!

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Il gelsomino è una pianta rampicante sempreverde dal fusto legnoso.  Appartiene alla famiglia delle Oleaccee ed è originario del Malabar, nelle Indie orientali. Il termine “gelsomino” deriva dal persiano Jasemin: trovo questo nome ricco di fascino esotico e molto musicale. Ama i  terreni freschi e leggeri ed è abbastanza facile da coltivare, infatti conosce grande diffusione non solo in giardini e terrazzi, ma anche nella vegetazione urbana; ad esempio, ai lati di un viale o di una strada non sarà difficile trovare delle piante di gelsomino che si arrampicano sul muro. Preferisce i climi caldi o temperati; il gelo può infatti distruggerne i rami,  per cui è bene ripararlo e proteggere le radici con della paglia o del terriccio in casi di freddo intenso. Ha bisogno di molta luce e gradisce l’esposizione diretta al sole per buona parte della giornata, e per l’irrogazione è sufficiente la pioggia.

Il tratto più caratteristico di questo fiore è senza dubbio il profumo: penetrante, inconfondibile e inebriante, sembra quasi smentire l’aspetto discreto e delicato dei fiorellini bianchi stellati poichè non può proprio essere ignorato.  Non a caso il gelsomino è utilizzato in profumeria: è una delle mie essenze preferite perchè riesce a combinare dolcezza e forza.

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Quando si ha a disposizione un giardino di medie-grandi dimensione è utile e divertente arredarlo con casette adatte ad opsitare qualcosa in più dei nostrio utensili per il giardinaggio. Insomma, un modo per trasformare il classico capanno degli attrezzi in un elemento di arredamento per gli esterni. Ce ne sono davvero di tutti i gusti: in legno, plastica o materiali innovativi, colori sgargianti, in bianco per far risaltare solo la bellezza delle piante e dei fiori del nostro giardino. In una casetta è possibile riporre anche le sementi ed i vasi, evitando, quindi di doverli spostare tra la casa ed il giardino, viaggi spesso scomodi, specie quando il proprio spazio verde è alquanto lontano da casa.
Personalmente, per il mio giardino, ho preferito un modello bianco, in plastica, dotato persino di finestra ed apertura frontale.Non avrò più l’esigenza di dovermi caricare di attrzze e pacchi da casa ma è bastato un solo viaggio per trasportare tutto l’occorrente.

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Beh, accanto ai ciclamini non possono mancare le viole, particolarmente note come viole del pensiero. Si tratta, infatti di un fiore associato nella maggior parte della letteratura e delle tradizioni popolari, associato ai temi dekl ricordo e della nostralgia. Si tratta di ibridi perenni a vita breve, o comunque piante che possono essere coltivate come annuali o biennali
Le viole del pensiero hanno fiori molto grandi e di colori sgargianti, dal bianco al nero puro, ed a differenza dei ciclamini, sono privi di profumo, a cinque petali, con centro scuro o giallo, in contrasto con il resto del fiore. Alcune varietà hanno venature scure che danno al fiore l’aspetto di un viso; ogni anno si aggiungono nuove varietà alle numerose già esistenti. Le foglie sono verde scuro, ovate, non molto decorative; la fioritura avviene nei periodi freschi dell’anno, in autunno e inverno e all’inizio della primavera.

Si tratta di fiori che non temono il freddo, e quindi come con le viole è possibile porle a dimora anche quando c’è minaccia di freddo e gelo: solitamente le basse temperature favoriscono la germinazione dei semi e fioriture abbondanti.

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Sebbene siamo ancora all’inizio di settembre ed ora si sta avvicinando l’autunno, con piante e fiori è bene essere sempre adeguatamente preparati per avere poi in pieno inverno un terrazzo o un giardino colorati e ben forniti. Pertanto è necessario piantare sin da ora piante e fiori adatti al clima invernale, in modo che fioriscano al momento giusto e non lascino privo di decorazione l’ambiente esterno. Fra le piante che meglio si adattano a climi più rigidi, c’è sicuramente il ciclamino, splendido per gli ornamenti e tanto profumato. Una gioia per i sensi.
E’ di origine orientale, in particolare viene dalle foreste delle regioni montuose, ma si adatta perfettamente al nostro clima,con un periodo di fioritura molto ampio che può andare da settembre fino ad aprile. Esistono, inoltre, diverse varietà di ciclamino, come i ciclamini “miniature” o “midi”, così chiamati per via delle dimensioni.

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