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Posts Tagged ‘fiori in cucina’

I prodotti biologici garantiscono di star mangiando prodotti coltivati naturalmente come si faceva una volta, senza l’utilizzo di prodotti chimici dannosi alla salute. Quando però l’ortaggio proviene dal proprio piccolo orto o dal bel vaso sistemato sul proprio balcone, non è soltanto garantita la qualità, ma ne guadagna anche la nostra autostima. Quindi vediamo alcuni consigli per coltivare le melanzane nel nostro bell’orto in città, quello spazio verde che ci siamo conquistati a fatica sul terrazzo o sul balcone e che, almeno per me, è motivo di grande soddisfazione e orgoglio.

Come prima cosa, bisogna concimare il terreno almeno una settimana prima del giorno prescelto per l’interramento delle piantine. Chi di voi ha la nonna contadina, saprà bene che il concime più adatto per frutta e ortaggi è il letame. Noi che siamo gente di città e che vogliamo recuperare le tradizioni dei nostri nonni, senza però sopportarne pure le difficoltà, utilizzeremo un concime specializzato di quelli che possiamo trovare un vivaio ben fornito. Ah, le comodità della vita moderna.

A questo punto si ci può mettere a lavoro. Bisogna tracciare nel terreno dei solchi di circa 40 cm e profondi almeno 30 cm. I solchi devono essere paralleli e distanziati di almeno 70 cm l’uno dall’altro per permettere alle radici di svilupparsi con soddisfazione. Per la messa a dimora delle piantine, alcuni semplici trucchi possono rendere tutta la procedura più agevole. Poggiate le piantine ad una parete del solco in modo obliquo. Coprite con il terreno le radici riempiendo il solco almeno per la metà. Le piantine, che non hanno ancora un fusto ben sviluppato, rimarranno ancorate al terreno, ma storte. Se dopo qualche giorno si drizzeranno, significa che potete vantare di avere il pollice verde: la posizione eretta è segno che le radici hanno attecchito.

Per quanto riguardo l’innaffiatura, è bene dare acqua alle piantine nelle ore meno calde della giornata e, per le prime due settimane, a giorni alterni. Dopo basterà innaffiare quando il terreno risulta asciutto. Quando la pianta inizierà a crescere, è bene eliminare le foglie più vecchie, che sono quelle poste più in basso, per agevolarne lo sviluppo.

Ogni tanto è necessario dissodare un po’ il terreno circostante le piante, per evitare che diventi troppo compatto e ostacoli la traspirazione delle radici. Mi raccomando fate attenzione perché, in un eccesso di entusiasmo, potete danneggiare le radici. Con un po’ di pazienza, potreste godervi il sano frutto del vostro lavoro.

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Indovinate un po’ qual è stato il regalo più gettonato di questo San Valentino 2011? I classici cioccolatini con frase allegata? Costose parure di brillanti? Viaggi verso atolli sperduti dell’oceano Indiano?

Siete fuoristrada. Il dono più scelto per questo San Valentino 2011 sono i fiori. Ben venti milioni di fiori, stima la Coldiretti, sono stati venduti per la festa degli innamorati. Una spesa di circa 75 milioni di euro, una media di un uomo su due. Tra tutti i fiori la regina è stata la rosa. E come dare torto agli innamorati che hanno scelto la più bella tra le belle per omaggiare la loro fidanzata. Seguono i coloratissimi tulipani, le gerbere, le viole, i lilium. La maggior parte degli innamorati, sostiene la ricerca, si è rivolta al proprio fioraio di fiducia; in pochi hanno ripiegato sui banchetti allestiti per l’occasione dagli ambulanti. Se anche voi, come me, avete ricevuto un bellissimo mazzo di rose rosse per San Valentino non potete perdervi questi consigli per mantenere il più a lungo possibile i fiori recisi in vaso.

Cominciamo da una constatazione di fatto evidente: più i fiori sono freschi, cioè da meno tempo sono stati recisi, più a lungo dureranno. Quindi, se il vostro compagno si è rifornito dal caro fioraio di fiducia sotto casa, sapete contro chi scatenare la vostra vendetta. E che sia feroce. Ad ogni modo, per saggiare la freschezza di un fiore reciso, bisogna prestare attenzione allo stato dei gambi e delle foglie più basse.  È anche vero che molto spesso i fioristi accorciano i gambi e tagliano le foglie rovinate cosicché a prima vista i fiori sembrino freschi. Per questo è meglio rifornirsi d a un fioraio che già in passato ha dato buona prova dei suoi fiori.  La cosa da sapere assolutamente è che la causa principale dell’appassimento dei fiori recisi è la proliferazione dei batteri nell’acqua del vaso: il gambo marcisce in poco tempo e l’acqua non può più risalire lungo lo stelo a nutrire il fiore. Quelle belle rose, che vorreste si mantenessero intatte e splendenti come il primo giorno che le avete ricevute, abbassano la testa avvizzite. Il mio consiglio è di recidere in diagonale la parte finale dello stelo fino ad un punto in cui il gambo è in buone condizioni. Se il gambo è legnoso, come nel caso dei rami fioriti, è consigliato praticare un’incisione a croce per favorire il filtraggio dell’acqua. Vanno poi eliminate le foglie più basse perché, immerse nell’acqua, sarebbero le prime a marcire infettando tutte le altre.  Nell’acqua, che deve essere più fredda possibile, si deve poi aggiungere qualche antibatterico. In commercio esistono dei preparati che contengono, oltre alla sostanza battericida, vari nutrienti per il fiore. Se invece siete amanti del rimedio fatto in casa, un goccio di candeggina nell’acqua del vaso funziona a meraviglia. Se avete familiarità con preparati di erboristeria potete utilizzare due o tre gocce di olio essenziale di lavanda che ha l’ulteriore vantaggio di rendere l’acqua profumata.

Infine, per quanto riguarda il ricambio dell’acqua , consiglio di procedere ogni quattro-cinque giorni. E non dimenticate di spuntare sempre i gambi e togliere le foglie e i fiori rovinati.

Buon San Valentino a tutte.

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Internet per me non è soltanto un luogo dove potermi svagare e dove confidarmi tramite il blog, ma lo vedo anche come un luogo dove poter dare risposta alle proprie curiosità e scoprire sempre qualcosa di nuovo.
In questi giorni mi è capitato di imbattermi in alcuni siti che proponevano una perfetta coniugazione tra fiori e cucina. Ebbene, domenica scorsa ho provato a cimentarmi con una cena (spero gradita dai miei commensali…) completamente floreale.

Il menù del giorno prevedeva:

Antipasto:

• Caprini alla lavanda con pane integrale

Primi:

• Risotto con petali di rose rosse
• Consommé di verdure e fiori (ho usato margheritine e papaveri, anche se la ricetta trovata prevedeva tutt’altro)

Secondo:

• Polpettone alla rosa

Dolce:

• Crostata alla lavanda

Naturalmente ho dovuto prima vincere la diffidenza dei miei ospiti che mi hanno preso in giro per tutta la cena, ma che si sono tranquillizzati soltanto quando ho servito il Polpettone; a loro difesa c’è da dire che il Consommé era tutto fuorché rassicurante (come si dice: “Brutto fuori, bello dentro”? O almeno spero…). Mi è stata data soddisfazione, però, con il risotto alle rose che è piaciuto veramente tanto e i bis fatti mi hanno tranquillizzato non poco.
Alla fine della cena sono stati veramente tanti i complimenti ricevuti che credo di aver fatto concorrenza alla mia Stella di Natale.

Certo che la natura è proprio fantastica, soprattutto se riesce a farmi prendere dei complimenti in cucina.
Prossimo obiettivo: la preparazione di un “Liquore di Garofani”!

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