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Posts Tagged ‘linguaggio dei fiori’

Indovinate un po’ qual è stato il regalo più gettonato di questo San Valentino 2011? I classici cioccolatini con frase allegata? Costose parure di brillanti? Viaggi verso atolli sperduti dell’oceano Indiano?

Siete fuoristrada. Il dono più scelto per questo San Valentino 2011 sono i fiori. Ben venti milioni di fiori, stima la Coldiretti, sono stati venduti per la festa degli innamorati. Una spesa di circa 75 milioni di euro, una media di un uomo su due. Tra tutti i fiori la regina è stata la rosa. E come dare torto agli innamorati che hanno scelto la più bella tra le belle per omaggiare la loro fidanzata. Seguono i coloratissimi tulipani, le gerbere, le viole, i lilium. La maggior parte degli innamorati, sostiene la ricerca, si è rivolta al proprio fioraio di fiducia; in pochi hanno ripiegato sui banchetti allestiti per l’occasione dagli ambulanti. Se anche voi, come me, avete ricevuto un bellissimo mazzo di rose rosse per San Valentino non potete perdervi questi consigli per mantenere il più a lungo possibile i fiori recisi in vaso.

Cominciamo da una constatazione di fatto evidente: più i fiori sono freschi, cioè da meno tempo sono stati recisi, più a lungo dureranno. Quindi, se il vostro compagno si è rifornito dal caro fioraio di fiducia sotto casa, sapete contro chi scatenare la vostra vendetta. E che sia feroce. Ad ogni modo, per saggiare la freschezza di un fiore reciso, bisogna prestare attenzione allo stato dei gambi e delle foglie più basse.  È anche vero che molto spesso i fioristi accorciano i gambi e tagliano le foglie rovinate cosicché a prima vista i fiori sembrino freschi. Per questo è meglio rifornirsi d a un fioraio che già in passato ha dato buona prova dei suoi fiori.  La cosa da sapere assolutamente è che la causa principale dell’appassimento dei fiori recisi è la proliferazione dei batteri nell’acqua del vaso: il gambo marcisce in poco tempo e l’acqua non può più risalire lungo lo stelo a nutrire il fiore. Quelle belle rose, che vorreste si mantenessero intatte e splendenti come il primo giorno che le avete ricevute, abbassano la testa avvizzite. Il mio consiglio è di recidere in diagonale la parte finale dello stelo fino ad un punto in cui il gambo è in buone condizioni. Se il gambo è legnoso, come nel caso dei rami fioriti, è consigliato praticare un’incisione a croce per favorire il filtraggio dell’acqua. Vanno poi eliminate le foglie più basse perché, immerse nell’acqua, sarebbero le prime a marcire infettando tutte le altre.  Nell’acqua, che deve essere più fredda possibile, si deve poi aggiungere qualche antibatterico. In commercio esistono dei preparati che contengono, oltre alla sostanza battericida, vari nutrienti per il fiore. Se invece siete amanti del rimedio fatto in casa, un goccio di candeggina nell’acqua del vaso funziona a meraviglia. Se avete familiarità con preparati di erboristeria potete utilizzare due o tre gocce di olio essenziale di lavanda che ha l’ulteriore vantaggio di rendere l’acqua profumata.

Infine, per quanto riguarda il ricambio dell’acqua , consiglio di procedere ogni quattro-cinque giorni. E non dimenticate di spuntare sempre i gambi e togliere le foglie e i fiori rovinati.

Buon San Valentino a tutte.

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Internet per me non è soltanto un luogo dove potermi svagare e dove confidarmi tramite il blog, ma lo vedo anche come un luogo dove poter dare risposta alle proprie curiosità e scoprire sempre qualcosa di nuovo.
In questi giorni mi è capitato di imbattermi in alcuni siti che proponevano una perfetta coniugazione tra fiori e cucina. Ebbene, domenica scorsa ho provato a cimentarmi con una cena (spero gradita dai miei commensali…) completamente floreale.

Il menù del giorno prevedeva:

Antipasto:

• Caprini alla lavanda con pane integrale

Primi:

• Risotto con petali di rose rosse
• Consommé di verdure e fiori (ho usato margheritine e papaveri, anche se la ricetta trovata prevedeva tutt’altro)

Secondo:

• Polpettone alla rosa

Dolce:

• Crostata alla lavanda

Naturalmente ho dovuto prima vincere la diffidenza dei miei ospiti che mi hanno preso in giro per tutta la cena, ma che si sono tranquillizzati soltanto quando ho servito il Polpettone; a loro difesa c’è da dire che il Consommé era tutto fuorché rassicurante (come si dice: “Brutto fuori, bello dentro”? O almeno spero…). Mi è stata data soddisfazione, però, con il risotto alle rose che è piaciuto veramente tanto e i bis fatti mi hanno tranquillizzato non poco.
Alla fine della cena sono stati veramente tanti i complimenti ricevuti che credo di aver fatto concorrenza alla mia Stella di Natale.

Certo che la natura è proprio fantastica, soprattutto se riesce a farmi prendere dei complimenti in cucina.
Prossimo obiettivo: la preparazione di un “Liquore di Garofani”!

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Il glicine (Wisteria sinensis) è una pianta originaria dell’Estremo Oriente e fa parte della famiglia delle Papilionacee. E’ una pianta rampicante caratterizzata da un tronco che si attorciglia alle strurre vicino cui si trova, e soprattutto dagli inconfindibiligrappoli di fiori azzorro-violetto lunghi circa 20 cm. E’ noto che la pianta dà il proprio nome al colore corrispondente e caratteristico dei suoi fiori. Ha un profumo molto gradevole ed è deliziosa nel giardino o su un terrazzo, purchè si faccia attenzione a dotarla di un buon supporto poichè si sviluppa molto rapidamente e in modo anche un po’ “invadente”. Necessita di un terreno argilloso, anche se è una pianta estremamente adattabile. Ama essere esposta in pieno sole  e teme le gelate tardive; le annaffiature non devono essere troppo frequenti e non bisogna esagerare con i fertilizzanti.

La fioritura avviene in estate, e nel mese di luglio bisogna effettuare la potatura determinando il numero di fiori che la pianta dovrà avere. L’operazione deve poi essere ripetuta a gennaio in modo più radicale, per favorire la fioritura.

Per il suo colore estremamente delicato, presso i giapponesi il glicine è simbolo di amicizia e tenerezza; anche chi non conosce il linguaggio convenzionale dei fiori, sarà sicuramente emozionato dal ricevere in dono un glicine con la sua aggraziata bellezza.

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Non è vero che la natura è muta: i fiori possono rispecchiare nostre emozioni, stati d’animo, modi di essere. La loro infinita varietà di colori, profumi, forme e caratteri si accorda con la nostra personalità. Anche i fiori infatti hanno un carattere: ci sono quelli che amano tantissimo la luce, quelli che invece hanno bisogno di proteggersi, quelli che si mostrano solo di notte, quelli che crescono alti, orgogliosi e sgargianti e quelli che invece sono più delicati e fragili.
Per me il linguaggio dei fiori non è solo quello “convenzionale” dei significati che attribuiamo loro (per cui la rosa rossa indica passione, tanto per citare il più conosciuto) ma anche quello che loro stessi ci comunicano con la loro bellezza. Se avete un giardino oppure delle piante in vaso, il modo in cui lo arredate e le piante che sceglierete dipenderanno anche dalla vostra personalità.

Anche i colori hanno una grande importanza: il rosso indica aggressività, passione, erotismo; l’arancione e il giallo sono sinonimo di gioia, ottimismo, energia e positività; il verde indica equilibrio e armonia mentre blu e viola indicano calma, spiritualità e introversione. Dunque, se amate un fiore di un particolare colore piuttosto che un altro, questo vi dirà qualcosa sul vostro carattere.

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Edward Bach era un medico, che laureatosi, lavorò per lungo tempo in Inghilterra; i suoi studi nascono dai principi dell’omeopatia, partendo dal presupposto che per curare una malattia è necessario curare l’uomo. Bach impiegò molti anni della sua vita alla ricerca di un metodo di cura naturale che fosse inteso a curare i pazienti dalle inquietudini della vita quotidiana;in particolare, secondo Bach le malattie sono dei segnali d’allarme del nostro corpo, che ci invita a riflettere sul nostro stile di vitada modificare.
Durante i suoi anni di studi arrivò alla conclusione che si può modificare il comportamento e lo stato d’animo delle persone utilizzando quella che lui stesso chiamava la memoria dei fiori, la loro energia, trasmessa all’acqua; tale memoria si estrae dai fiori attraverso il metodo del sole ed il metodo della bollitura. In entrambe i metodi i fiori vanno colti durante il loro maggiore periodo di fioritura, in una bella giornata soleggiata, e senza assolutamente toccarli con le mani. Il metodo del sole consiste nel porre i fiori in un contenitore di vetro, riempito con acqua pura di fonte, e posizionando tale contenitore al sole per 5-6 ore; con il metodo della bolltura i fiori vengono posti in una pentola di metallo porcellanato, coperti con acqua pura di fonte e lasciati bollire per circa mezz’ora. Il liquido ottenuto viene filtrato, e allungato con pari quantità di cognac o brandy. Otteniamo così la tintura madre del fiore di Bach, da utilizzare in misura di due gocce in 30 ml di acqua di fonte; tale composto si assume generalmente per quattro volte al giorno, quattro gocce ogni volta.

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“L’amante della natura è colui i cui sensi interni ed esterni sono ancora in pieno accordo tra di loro, chi ha saputo conservare lo spirito dell’infanzia perfino nell’età adulta. Il suo rapporto con il cielo e con la terra diventa parte del suo cibo quotidiano.”

Ralph Waldo Emerson

E’ trascorso oramai l’8 marzo, festa della donna, tuttavia non posso fare a meno di riflettere sul significato della pianta che abitualmente riepie strade e piazze, per poi essere regalata ad amiche, fidanzate, mogli, mamme. L’usanza di regalare alle donne un rametto di mimosa l’8 marzo nasce a Roma nel 1946. Ci voleva un fiore reperibile al principio di marzo, alle giovani romane vennero alla mente quegli alberi coperti di fiorellini gialli ma ancora senza foglie che crescevano rigogliosi nei giardini di Roma. Da allora la Mimosa fiorita venne offerta a tutte le donne: dai bambini alle mamme e alle maestre, dai fidanzati alla loro amata, dai mariti, alle mogli e dai dirigenti alle impiegate.
Proprio una scelta felice, poichè la mimosa simboleggia il passaggio dalla morte alla luce nella luce.
A differenza della mimosa, la giornata della donna nacque negli Stati Uniti il 3 maggio 1908, ad un raduno delle donne socialiste dove il partito teneva ogni domenica una conferenza. Quel giorno mancava il conferenziere e le donne si organizzarono per organizzare la prima giornata della donna. In tutta Europa si festeggia anche se in date diverse.

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rosaForse non tutti sanno che ogni fiore ha un suo significato; regalare un fiore piuttosto che un altro è, anche se spesso inconsapevolemnte, un modo per esprimere i nostri sentimenti, la nostra passione o la nostra gelosia (mi riferisco alle rose il cui colore e significato sono piuttosto comuni). I fiori hanno una propria capacità comunicativa che dipende dal tipo, dalla varietà e dal colore che li contaddistingue. Elencarne alcuni potrebbe tornare utile. (altro…)

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