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Posts Tagged ‘linguaggio fiori’

Internet per me non è soltanto un luogo dove potermi svagare e dove confidarmi tramite il blog, ma lo vedo anche come un luogo dove poter dare risposta alle proprie curiosità e scoprire sempre qualcosa di nuovo.
In questi giorni mi è capitato di imbattermi in alcuni siti che proponevano una perfetta coniugazione tra fiori e cucina. Ebbene, domenica scorsa ho provato a cimentarmi con una cena (spero gradita dai miei commensali…) completamente floreale.

Il menù del giorno prevedeva:

Antipasto:

• Caprini alla lavanda con pane integrale

Primi:

• Risotto con petali di rose rosse
• Consommé di verdure e fiori (ho usato margheritine e papaveri, anche se la ricetta trovata prevedeva tutt’altro)

Secondo:

• Polpettone alla rosa

Dolce:

• Crostata alla lavanda

Naturalmente ho dovuto prima vincere la diffidenza dei miei ospiti che mi hanno preso in giro per tutta la cena, ma che si sono tranquillizzati soltanto quando ho servito il Polpettone; a loro difesa c’è da dire che il Consommé era tutto fuorché rassicurante (come si dice: “Brutto fuori, bello dentro”? O almeno spero…). Mi è stata data soddisfazione, però, con il risotto alle rose che è piaciuto veramente tanto e i bis fatti mi hanno tranquillizzato non poco.
Alla fine della cena sono stati veramente tanti i complimenti ricevuti che credo di aver fatto concorrenza alla mia Stella di Natale.

Certo che la natura è proprio fantastica, soprattutto se riesce a farmi prendere dei complimenti in cucina.
Prossimo obiettivo: la preparazione di un “Liquore di Garofani”!

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L’abete bianco è un albero appartenente alla famiglia delle conifere, piante legnose con foglie allungate ed appuntite simili ad aghi. E’ una pianta sempreverde che cresce in climi rigidi, umidi e piovosi e ad altezze comprese tra i 400 e i 1200 metri.  Alto e imponente, si ramifica fin dalla base ed è rivestito di foglie verde-blu scuro; la forma piramidale tende a modificarsi in concava nel corso degli anni. Presenta fiori maschili e femminili sullo stesso albero, e fiorisce nel periodo di maggio.

Perchè l’abete è simbolo del Natale? Fin da antichissime tradizioni pagane, l’albero è simbolo della vita che si perpetua, della maternità, della nascita. L’abete, essendo un albero sempreverde, si presta ottimamente ad incarnare questo significato che è il senso più profondo della festività natalizia. L’uso di addobbare un abete per Natale risale almeno alla Germania del 1500, quando si afferma il costume di appendere all’albero mele, noci, frutta secca e fiori di carta; la scelta dell’abete, in particolare, si ricollega anche all’uso di porre i bambini appena nati sotto un albero proprio in quanto simbolo di vita.

Se non vivete in un luogo eccessivamente caldo, potete piantare un abete nel vostro giardino, avendo cura però di porlo a una buona distanza dalla casa e dalle altre piante  perchè cresce davvero molto (arriva fino a 60 metri), necessita di spazio e può influire sull’acidità del terreno e quindi sulla salute delle piante vicine. Altrimenti, anche un abete artificiale farà il suo bell’effetto nel giardino, se addobbato con gusto e fantasia e soprattutto con spirito natalizio, che significa appunto amore per la vita.

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La festa di Ognissanti con la celebrazione di tutti i Santi prima, e di tutti i defunti, poi, è un momento per commerare persone del nostro passato, amici o familiari a cui teniamo ancora oggi e purtroppo scomparse e che corrisponde alla festa di Halloween negli Stati Uniti, una specie di festa liberatoria dei nostri demoni.
Non a caso, le celebrazioni adoperano i fiori, simbolo della nostalgia, del ricordo e dell’omaggio. Il fiore che più di tutti è adoperato in questi giorni è il crisantemo che per tradizione è associato ai defunti. Mi sono chiesta per quale motivo e pertanto ho deciso di fare una breve ricerca dalla quale è emerso che il crisantemo è un fiore autunnale tipico del Giappone legato ad una leggenda molto triste.

“Tanto tempo fa, in Giappone, c’era una mamma molto povera che lavorava duramente tutto il giorno per provvedere il cibo e il vestiario alle sue tre bambine. Il papà era morto, e benché lavorasse molto, non riusciva a guadagnare abbastanza.
Una fredda sera d’inverno, questa povera mamma aveva dovuto mettere a letto le sue bambine quasi senza cibo.
Era molto amareggiata e, in lacrime, aveva preso la decisione di andare a cercare qualche aiuto.
Era una notte gelida e appena aprì la porta udì una voce che diceva: “Aiutami, fammi entrare, ho freddo e fame”.
Era un bambino magro e tremante.
Lo accolse, ma i suoi occhi si riempirono nuovamente di lacrime, poiché non aveva cibo sufficiente da offrirgli e la sua casa era fredda. La donna gli diede quel poco che aveva ancora nella dispensa, pur sapendo che non avrebbe più nulla da dare alle sue bambine quando si sarebbero svegliate il mattino dopo; poi avvolse il bambino nella sua coperta e lo mise nel suo letto.
La donna decise di recarsi al santuario per pregare con la speranza di poter elemosinare per ricevere qualche aiuto. Ma era così debole per mancanza di nutrimento, che svenne sulla porta del tempio e rimase inanimata per circa quattro ore.
Quando finalmente riaprì gli occhi, barcollando, ritornò a casa e constatò con sorpresa che il bambino non c’era più, era scomparso! Ritornò alla porta per vedere se era nelle vicinanze e sulla neve vide le tracce lasciate dal bambino e in ognuna di esse era spuntata una pianticella che aveva dei fiori bellissimi.
La povera mamma s’inginocchiò davanti a quei meravigliosi fiori, perché si rese conto di non avere ospitato un bambino, ma di essere stata visitata da un angelo!
Da quel giorno, narra la leggenda, che lei e la sua famiglia non conobbero più né fame né povertà, perché queste nuove e belle pianticelle, che crescevano davanti alla sua porta, valevano centinaia di Yen!
L’imperatore, udita la notizia, mandò uno dei suoi servitori a comprare dalla vedova una piccola pianta, così da poter far crescere i crisantemi nel suo giardino.”

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Una delle discipline a metà fra scienza medica vera e propria, estetica ed omeopatia è proprio la fitoterapia. La fitoterapia è l’insieme delle soluzioni e dei prodotti realizzati a partire da piante essicate, radice ed estratti che in alcuni casi posono sostituirsi completamente ai rimedi tradizionali.
Basti pensari all’incredibile quantità di rimedi che è possibile acquistare ed utili in questo periodo: autunno è il momento in cui il nostro corpo – pelle e capelli – soffre maggiormente lo stress e le difficoltà del cambio di stagione.
Il rimedio per eccellenza per contrastare invecchiamento ed aridità consigliabile e proveniente dalla fitoterapia è l’estratto di centella. Secondo uno studio clinico l’effetto di un prodotto composto dallo 0,1% di madecassoside estratto dalla centella e dal 5% di vitamina C sull’invecchiamento cutaneo comporta un significativo miglioramento della robustezza, dell’elasticità e della luminosità della pelle.

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Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che alla base della maggior parte degli olii essenziali c’è il bergamotto, una specie di “fratello minore” delle essenze più conosciute. E’ infatti proprio l’olio di bergamotto ad essere indispensabile nell’industria farmaceutica e profumiera perchè viene utilizzato:

  • per fissare il bouquet
  • per armonizzare le essenze
  • per esaltare la sensazione di freschezza dei profumi
  • come antibatterico ed antisettico

Non è finita qui! L’olio di bergamotto è l’ingrediente tipico di alcuni dolci nei quali è adoperato come aromatizzante o per esaltare il gusto di liquori e bevande. Non a caso per le sue proprietà digestive – si tratta pur sempre di un agrume – è alla base di bevande utilizzate per accompagnare i pasti.

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Sono inizati giorni un pò grigi a causa del vento, della pioggia che attanagliano la nostra Penisola già da un pò di tempo e dei primi malanni legati al brusco cambiamento di stagione. Sono momenti in cui sentiamo assoluta nostalgia della primavera e soprattutto dell’estate. Un buon modo per risollevre il morale è quello di arricchire il terrazzo di colori e profumi con piante e fiori. Oltre ai ciclamini, un’altra pianta dalla fioritura tipicamente invernale è la camelia, legata in maniera indissolubile alla letteratura ed all’arte. Si tratta di un fiore che per secoli ha ispirato pittori e scrittori, poeti e creativi grazie al colore delicato e gentile.
Le camelie sbocciano in dicembre-gennaio. Coltivate da centinaia di anni anche in Europa, esistono numerosissimi ibridi. I fiori delle camelie hanno colore rosa o banco, ma esistono alcune varietà a fiore rosso e pochissime varietà a fiore giallo; in genere le piante di camelia alternano anni con fioriture eccezionali ad anni con pochi fiori. Le camelie sono molto longeve, e con il passare degli anni possono raggiungere dimensioni ragguardevoli, fino a 6-7 metri di altezza.

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Il fiore del 2010 è il tulipano. A decretarlo le ultimissime votazioni in occasione del Concorso annuale per il “Bulbo Primaverile 2010”. A vincere è stata in particolare la varietà Purissima che deve essere messa a dimora già in autunno per poter godere della sua bellezza già a partire da marzo – aprile. Il tulipano è uno dei fiori simbolo dell’Olanda dove crescono in grande ed abbondante quantità e dove è possibile trovare numerose delle varianti per colore e dimensione. In Italia, il territorio dove è più frequente trovarli è sicuramente la zona di San Remo e tutta la costa ligure.
Personalmente ritengo che i tulipani siano perfetti per dare un tocco di eleganza e di stile al salotto di casa, piuttosto che essere fiori da terrazzo o giardino. Importante è la scelta del vaso o della fioriera adoperata, che sia in tinta con il resto degli arredi e con le venature dei petali.

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