Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘prodotti giardino’

Questi giorni di celebrazioni dell’Unità d’Italia mi hanno dato l’occasione di approfondire un po’ la conoscenza di un’arte per cui noi italiani siamo stati un tempo rinomati in tutta Europa, il giardino all’italiana. Questa maniera particolare di concepire lo spazio verde è nata durante il Rinascimento come espressione di una organizzazione ordinata e razionale del giardino, simbolo di un rapporto conciliato e sereno tra uomo e natura. La caratteristica peculiare del giardino all’italiana è la razionalità degli spazi, la pulizia delle geometrie e il gusto per la decorazione. Per darvi l’idea, il giardino all’italiana si oppone radicalmente al giardino all’inglese che è di tipo paesaggistico e ricrea lo scenario di un territorio naturale, quasi selvaggio e lasciato al caso.

Nel giardino all’italiana nulla è lasciato al caso: i viali sono usati per organizzare gli spazi, dividerli in sezione ordinate e per creare ampie prospettive. Rispetto al giardino alla francese che è sempre piano, è ricco di terrazzamenti, giardini pensili, scalinate e statue che creano suggestivi effetti scenografici. Gli arbusti, quasi sempre sempreverdi, non sono mai lasciati crescere a caso, ma sottoposti ad una attenta potatura.

Il giardino all’italiana ha assunto nei secoli diverse caratteristiche stilistiche: sobrio e raffinato nel 500, è diventato iperdecorato e multicolore nel 600, in piena età barocca, principalmente allo scopo di stupire i visitatori. Di questa illustre tradizione ci rimangono oggi molte testimonianze sparse nelle ville e nei palazzi storici di tutta Italia. Sono dei giardini meravigliosi che vale davvero la pena riscoprire in questi giorni.

 

 

Annunci

Read Full Post »

Girellando per la rete mi sono imbattuta in un’idea geniale per mettere a dimora i semi. Lo sapete ormai, questo è il periodo giusto per iniziare a mettere su il proprio orto in giardino o in terrazzo, per cui bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare a piantare gli ortaggi che raccoglieremo alla fine della primavera. Quindi ci servono dei vasetti-incubatrice in cui far germogliare i nostri semi, germogli che poi andranno trapiantati in vasi più grandi adatti a stimolare la crescita delle piante o direttamente in giardino dove avrete scelto di fare l’orto. Cosa c’è di meglio allora di piccoli semenzai di carta di giornale, facilissimi da costruire e completamente biodegradabili? Qui di seguito trovate il video-tutorial.

L’aspetto più divertente è che, quando andremo a trapiantare, potremo interrare direttamente il vaso fatto di carta perché biodegradabile al 100%: l’acqua dell’innaffiatura farà decomporre in breve tempo il foglio di giornale e il gioco sarà fatto. Se ci pensate è un’esperienza capitata a tutti quella di aver perso un foglio di carta nell’acqua e averlo visto in poco tempo degradarsi. L’unico accorgimento da rispettare è quello di inserire il semenzaio completamente nel terreno senza lasciare margini all’esterno. Non vi preoccupate per la possibile tossicità dell’inchiostro per le piantine: i giornali usano da anni degli inchiostri atossici e, in ogni caso, la percentuale di tossicità dell’inchiostro è così bassa da non avere nessun effetto apprezzabile sulle piantine. E poi potete sempre utilizzare sempre carta bianca o i fogli su cui vostro figlio ha fatto l’artista.

Io vado subito a provarli.

Read Full Post »

Visto che la primavera si fa attendere nonostante i riti propiziatori che celebro ogni sera a partire dall’ultimo giorno di febbraio e dato che piove su tutta Italia, ormai non so più da quanti giorni, ho deciso che oggi vi spiegherò come costruire un piccola serra da sistemare direttamente sul balcone. Perché è vero che la primavera è in calendario, ma secondo me darà buca all’appuntamento quest’anno. Poi si sa, il meteo è la scienza dell’imprevedibile.

Con una serra potete iniziare a seminare già adesso quegli ortaggi che hanno tempi di crescita relativamente lunghi come i pomodori e le melanzane, piantine che potrete poi rinvasare quando la primavera sarà davvero arrivata. Allora, armatevi di guanti, forbici e buona volontà che iniziamo. Avete bisogno di 3-4 archetti prefabbricati, anche quei tubi usati per i lavori di idraulica vanno bene, e di un telo abbastanza grande in PVC.

Come prima cosa curvate i tubi flessibili e infilateli direttamente nel terriccio ad una profondità tale che l’arco risulti stabile. Inserite poi gli archetti uno dopo l’altro in modo da creare un piccolo tunnel. Per risparmiare tempo e spazio, vi consiglio di raggruppare tutti i vasi da proteggere in modo da disporre gli archetti affinché coprano tutto il gruppo di piante. A questo punto ricoprite gli archetti con il telo di polietilene fissandolo alla base dei tubi o anche alla base dei vasetti. Per fissare il tutto potete usare degli elastici o anche altri tubi di plastica a mo’ di base. L’importante è che la miniserra sia robusta e resistente al vento.

Se invece soltanto la spiegazione vi ha stancato, potete sempre acquistare una miniserra da balcone già bell’e fatta. Ne esistono tante, economiche e resistenti. Devo confessarvi una cosa: le ho utilizzate anche io. Sono una donna impegnata, che credete.

Read Full Post »

Indovinate un po’ qual è stato il regalo più gettonato di questo San Valentino 2011? I classici cioccolatini con frase allegata? Costose parure di brillanti? Viaggi verso atolli sperduti dell’oceano Indiano?

Siete fuoristrada. Il dono più scelto per questo San Valentino 2011 sono i fiori. Ben venti milioni di fiori, stima la Coldiretti, sono stati venduti per la festa degli innamorati. Una spesa di circa 75 milioni di euro, una media di un uomo su due. Tra tutti i fiori la regina è stata la rosa. E come dare torto agli innamorati che hanno scelto la più bella tra le belle per omaggiare la loro fidanzata. Seguono i coloratissimi tulipani, le gerbere, le viole, i lilium. La maggior parte degli innamorati, sostiene la ricerca, si è rivolta al proprio fioraio di fiducia; in pochi hanno ripiegato sui banchetti allestiti per l’occasione dagli ambulanti. Se anche voi, come me, avete ricevuto un bellissimo mazzo di rose rosse per San Valentino non potete perdervi questi consigli per mantenere il più a lungo possibile i fiori recisi in vaso.

Cominciamo da una constatazione di fatto evidente: più i fiori sono freschi, cioè da meno tempo sono stati recisi, più a lungo dureranno. Quindi, se il vostro compagno si è rifornito dal caro fioraio di fiducia sotto casa, sapete contro chi scatenare la vostra vendetta. E che sia feroce. Ad ogni modo, per saggiare la freschezza di un fiore reciso, bisogna prestare attenzione allo stato dei gambi e delle foglie più basse.  È anche vero che molto spesso i fioristi accorciano i gambi e tagliano le foglie rovinate cosicché a prima vista i fiori sembrino freschi. Per questo è meglio rifornirsi d a un fioraio che già in passato ha dato buona prova dei suoi fiori.  La cosa da sapere assolutamente è che la causa principale dell’appassimento dei fiori recisi è la proliferazione dei batteri nell’acqua del vaso: il gambo marcisce in poco tempo e l’acqua non può più risalire lungo lo stelo a nutrire il fiore. Quelle belle rose, che vorreste si mantenessero intatte e splendenti come il primo giorno che le avete ricevute, abbassano la testa avvizzite. Il mio consiglio è di recidere in diagonale la parte finale dello stelo fino ad un punto in cui il gambo è in buone condizioni. Se il gambo è legnoso, come nel caso dei rami fioriti, è consigliato praticare un’incisione a croce per favorire il filtraggio dell’acqua. Vanno poi eliminate le foglie più basse perché, immerse nell’acqua, sarebbero le prime a marcire infettando tutte le altre.  Nell’acqua, che deve essere più fredda possibile, si deve poi aggiungere qualche antibatterico. In commercio esistono dei preparati che contengono, oltre alla sostanza battericida, vari nutrienti per il fiore. Se invece siete amanti del rimedio fatto in casa, un goccio di candeggina nell’acqua del vaso funziona a meraviglia. Se avete familiarità con preparati di erboristeria potete utilizzare due o tre gocce di olio essenziale di lavanda che ha l’ulteriore vantaggio di rendere l’acqua profumata.

Infine, per quanto riguarda il ricambio dell’acqua , consiglio di procedere ogni quattro-cinque giorni. E non dimenticate di spuntare sempre i gambi e togliere le foglie e i fiori rovinati.

Buon San Valentino a tutte.

Read Full Post »

La primavera sta arrivando, me l’ha detto la marmotta. Su La Stampa ho appena letto di una curiosa tradizione statunitense. Il 2 febbraio si è svolta a Punxsutawneyil il “Groundhog Day”, il giorno della marmotta, un appuntamento che ormai si tiene da ben 150 anni. La tradizione fu importata in America nell’800 da immigrati di lingua tedesca e attira tutt’oggi nella cittadina della Pennsylvania migliaia di persone, scatenando un grande battage mediatico. L’usanza vuole che i primi giorni di febbraio si osservi il comportamento di Phil, marmotta mascotte della città. Se l’animale esce dalla tana nella quale ha passato il letargo significa che l’inverno è sul finire. Se invece la marmotta, uscita dalla tana e spaventata dalla sua ombra, ritorna indietro, significa che l’inverno continuerà ancora per sei settimane.

Ebbene, questo febbraio Phil ha parlato: l’inverno è al suo volgere. Quindi dobbiamo fare in fretta a potare quelle piante che necessitano di una sforbiciata prima che venga la stagione mite. Proprio questo, infatti, è il periodo giusto per potare i germogli della clematide affinché sia incoraggiato il ringiovanimento della pianta e consentita una migliore ramificazione. Le rose e le siepi devono essere potate, invece, quando si è sicuri che non si verifichino più le gelate notturne. Per quanto riguarda le siepi, è necessario recidere i rami in eccesso e quelli che vanno verso l’alto, in modo tale da incoraggiare lo sviluppo della pianta verso il basso.

Per quanto riguarda le rose, invece, il lavoro è più complesso e delicato: vanno tagliati i rami secchi, accorciati quelli più lunghi, recisi quelli danneggiati dai parassiti. Una ricca fioritura delle rose del vostro giardino è il risultato di una lavoro preciso e accorto da fare proprio alla fine dell’inverno. Importantissima è la tecnica di potatura. Il taglio deve essere deciso e netto, mai irregolare o peggio ancora sfilacciato. Non deve mai essere perpendicolare allo stelo, ma sempre  obliquo, in modo che la sezione di taglio sia inclinata per favorire lo scorrimento dell’acqua dalla parte opposta alla gemma. L’angolo del taglio non deve essere troppo stretto o troppo vicino alla nuovo getto. Per cautela è bene mantenersi sempre a circa 1 centimetro dalla gemma. È bene privilegiare i getti esposti verso l’esterno in modo da favorire lo sviluppo armonico del cespo ed evitare lo sviluppo in altezza di rami intrecciati. Naturalmente, nella potatura, bisogna salvaguardare i rami giovani che partono dalla base e reggono un gran numero di gemme. Se non si vuole recidere completamente lo stelo vecchio e indebolito, lo si può tagliare fino all’intersezione con un nuovo getto più vigoroso. Fondamentale, poi, è proteggere le zone di intervento con un mastice cicatrizzante. I tagli sono delle vere e proprie ferite attraverso cui possono insinuarsi funghi e batteri per cui è bene disinfettare gli attrezzi da utilizzare e applicare sul taglio di potatura un mastice che aiuti la pianta a rigenerare le parti lese.

 

Read Full Post »

Non bisogna rattristarsi se d’inverno il giardino sembra sonnacchioso: è il naturale momento di riposo prima di tornare a fiorire in primavera, quando il clima lo consente. Il riposo è la loro strategia di sopravvivenza, per raccogliere tutte le energie e difendersi dal freddo. Se fa molto freddo è anche nostro compito aiutarle in questa impresa, e bisogna quindi prendere accorgimenti per ripararle e impedire che gelino.

La soluzione più semplice ed economica è il telo di plastica, con cui si può coprire la pianta o anche solo il vaso. Personalmente non mi piace molto, perchè credo che le piante soffrano un po’ sotto la plastica anche se si ha cura di lasciare dei passaggi per farle respirare. In ogni caso nelle giornate di sole bisogna alzare i teli per lasciarle godere un po’ della luce e del calore di cui hanno tanto bisogno.

Un’altra soluzione è la serra. Ce ne sono di tutte le dimensioni e per tutte le esigenze, per il giardino e anche per il terrazzo. Se si installa una serra,  bisogna periodicamente scrollarla della neve, che potrebbe danneggiare la struttura; e poi bisogna fare attenzione alla temperatura che avrà al suo interno. Per questo è utile metterla a sud, esposta al sole, così che di giorno assorbe le radiazioni e di notte le rilascia. In questo modo non c’è neanche bisogno di pensare a un riscaldamento, che sarebbe un po’ troppo innaturale per le piante ed anche antiecologico.

Inoltre è utile concimare il terreno con materiale organico. Si fa all’inizio dell’inverno, in modo che questo rilasci sostanze nutritive per tutta la stagione; cosa che è essenziale per fortificare le piante. E poi bisogna ricordarsi di non potare mai durante questo periodo, perchè le ferite dei tagli indeboliscono la pianta  e il freddo potrebbe gelarle.  Se abbiamo curato bene il nostro giardino durante l’inverno, in primavera tornerà ad essere bello e rigoglioso.

Read Full Post »

L’alloro, o Laurus nobilis, è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Lauracee, piante tipiche dei climi temperati come quello mediterraneo e originaria dell’Asia Minore. E’ un albero che può essere alto fino a 10 m, con foglie ovali verde scuro, lucide e molto profumate.E’ una pianta dioica, cioè con fiori maschili  femminili che crescono su piante diverse di colore giallo chiaro e di piccole dimensioni che formano una infiorescenza a ombrello. Può essere esposto in pieno sole o anche all’ombra, sempre a temperature non troppo basse; in primavera ed estate deve essere innaffiato non troppo frequentemente, e deve essere rinvasato ogni due anni.

Dalle nostre parti questa pianta è conosciuta soprattutto per l’uso che se ne fa in cucina, dove non può assolutamente mancare: il profumo intenso e inebriante delle foglie la rende assolutamente indispensabile per una serie numerosissima di piatti, che siano di carne, pesce o altre preparazioni più fantasiose. Ma l’alloro ha anche funzioni medicinali: ha proprietà digestive, cura i reumatismi e gli strappi, è utile contro la sudorazione eccessiva ed ha ance un potere rilassante. L’alloro è una di quelle piante che ci sono indispensabili e che sono profondamente radicate nella cultura e nell’immaginario dei popoli mediterranei: basta il suo profumo ad evocare paesaggi e anche sapori che fanno parte di noi e della nostra storia millenaria.

Read Full Post »

Older Posts »