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Posts Tagged ‘urban agriculture’

Il girasole è originario dell’America, ma si è adattato benissimo alle nostre latitudini, dove il sole non manca mai e anche gli inverni sono miti. Pochi sanno che esistono molte varietà di girasoli oltre a quello giallo: ce n’è una varietà arancione e una rossa; una gigante che produce un solo fiore e una più piccola che produce fiori a grappoli.

La specie più comune, quella gialla, può essere coltivata in piena terra o anche in vaso. È una pianta molto facile da coltivare e da riprodurre: quando il fiore avvizzisce, si formano sulla corolla tantissimi semi che possono essere raccolti e seminati.

I semi di girasole vanno messi a dimora a fine marzo. Vi consiglio di utilizzare un terriccio universale ben concimato e ben drenato. Per la semina seguite questa procedura: fate nel terriccio delle buche profonde circa 5 cm; distanziate ogni foro perché il girasole è una pianta che ha bisogno di spazio; in ogni buca inserite due o tre semi.

Innaffiate regolarmente, ma evitate come sempre i ristagni d’acqua. Quando le piantine raggiungono un’altezza di 6/7 cm possono essere rinvasate in piena terra oppure ognuna in un vaso singolo.

I girasoli sono fiori molto resistenti, possono tollerare anche brevi periodi di siccità o di freddo, ma naturalmente prediligono il sole e il caldo.
Il periodo di fioritura va da agosto a settembre, periodo durante il quale potrete godervi i vostri bei fiori gialli in tutto il loro splendore.

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Oltre a erbe aromatiche, pomodori e altre amenità, anche le patate si prestano a essere coltivate in vaso sul balcone o sul terrazzo.

È possibile mettere i tuberi in grandi vasi oppure direttamente nel sacchetto del terriccio (un tubero per vaso). In questi contenitori germogliano e si sviluppano molti nuovi tuberi, che sarannonpronti per la raccolta una volta che le foglie appassiranno. La coltivazione così fatta potrà essere fatta in casa.

Bastano pochi accorgimenti. Prima di tutto un bel vaso grande di capienza non inferiore ai 20l, del buon terriccio e delle patate da seme. Che sono le patate da seme? Niente paura, sono comuni patate scelte tra le più grandi, meglio se hanno già germogliato. Se proprio non riuscite a trovare patate già germogliate non preoccupatevi: lasciate qualche patata in un luogo asciutto e luminoso per qualche giorno e lasciate fare Madre Natura. Se la patata germogliata è la più grande di quelle che avevate selezionato (molto spesso succede che sia proprio quella a dare segni di vita), tagliatela in pezzi assicurandovi che ogni porzione abbia almeno due gemme.

A questo punto creiamo nel vaso un primo strato di terriccio arricchito di sostanza organica e mettiamo a dimora le patate ad una distanza di 40 cm l’una dall’altra. Ricopriamole 8-10 cm di terra e annaffiamo. Se volete piantare i tuberi in giardino non potete lasciarvi sfuggire questa chicca: un piantabulbi a espansione che scava nel terreno un foro di 6-8 cm di diametro e fino ad una profondità di 12 cm.

State attente a tenere il terreno privo di erbacce aspettando che spuntino i primi germogli. Quando le piantine sono abbastanza alte bisogna mettere nuova terra intorno al fusto, lasciando però scoperte le foglie. Questo lo si fa per impedire che i bulbi siano esposti alla luce diretta del sole che li farebbe inverdire e li renderebbe non commestibili.

Ricordate di annaffiare con regolarità evitando però i ristagni di acqua. Le concimazioni devono essere a base di potassio e fatte non prima che la pianta sia alta 15 cm.

La raccolta va fatta quando le foglie iniziano ad appassire. Una volta raccolte le patate, fatele asciugare al sole. Et voilà: servitele a tavola.

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Oggi parliamo di legumi. Vi spiegherò come far germogliare le lenticchie in un semenzaio fai-da-te. Una volta rinvasati i germogli potrete allestire il vostro bell’orto sul balcone di casa o sul terrazzo. Se vi sembra difficile non disperate: vi guido passo passo.

Allora: prendete una buona manciata di lenticche e lasciateli in ammollo nell’acqua per un giorno e una notte. Prendete un’insalatiera e riempitela oltre la metà con della semplice segatura di legno. Riempite poi con acqua fino all’orlo e lasciate che la segatura assorba l’acqua.

Se l’acqua non si assorbe completamente, inclinate l’insalatiera e lasciate defluire l’acqua in eccesso. Adesso avete una bella pappetta pronta da servire in tavola. Scherzo, naturalmente. Datevi una pacca sulla spalla: avete il vostro semezaio fai-da-te.

Su questo humus casalingo poggiate i legumi senza interrarli e create una miniserra che dia calore. Potete usare un foglio di cellophane, un panno spesso attorcigliato o anche un piatto capovolto. L’importante è che sia tutto coperto.

Dopo una decina di giorni, da ogni singolo legume si sarà sviluppato uno stelo lungo e sottile. Non vi dico di tagliare i germogli e mangiarli subito, anche se la tentazione sarà forte: sono buonissimi e tenerissimi. Ma tenete a mente che la nostra missione è fare l’orto in terrazzo per destare la gelosie di tutti gli amici che vantano di avere il pollice verde. Quindi non fatevi prendere dalla fame. Prendete invece i germogli e piantateli in un vaso più grande.

La lenticchia predilige un clima temperato. Quindi esponete le piantine al sole. Il terreno deve essere ricco di sali potassici e senza ristagni d’acqua.

La raccolta si fa tra giugno-luglio, quando il baccello ingiallisce e prima che la pianta sia completamente essiccata.

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Chi è mio affezionato lettore saprà ormai che, con i consigli e gli attrezzi giusti, si può coltivare davvero di tutto sul balcone o sul terrazzo. Basta un po’ di impegno e cura e davvero possiamo avere delle grandi soddisfazioni. Uno dei prossimi compiti che vi do è provare a coltivare le fragole in vaso. Sì, avete capito bene, quei succosi frutti rossi che fanno impazzire tutti. Visto che ormai è un po’ tardi per partire dalla semina, vi consiglio di acquistare le piantine di fragole da un fioraio o in un negozio di frutta. Così avete la materia prima su cui lavorare.  Acquistate, le piantine vanno messe a dimora in vasi piccoli. L’ideale sarebbe mettere una pianta in un vaso dal diametro di 15 cm di diametro. Se volete divertirvi, piantate fragole di specie così da avere un orto di fragole in miniatura sul vostro balcone.

Il terriccio deve essere a base di torba e sabbia, da mischiare con terriccio da orto e stallatico ben maturo. State attente a tenere lontane le erbe infestanti e ad esporre le piantine in pieno sole. Innaffiate regolarmente le piantine senza lasciare asciugare mai completamente il terriccio. Aumentate le innaffiature nel periodo di fioritura, quando nei primi giorni di marzo compaiono piccoli fiori bianchi. Sempre durante la fioritura è consigliabile arricchire il terreno con del concime liquido a base di potassio.

Ricordate che la fragola è molto sensibile al freddo. Affinché superi l’inverno, è necessario coprire le piantine con un telo di plastica per creare un ambiente caldo.

Di anno in anno, la pianta di fragole produce sempre meno frutti per cui vi consiglio, ogni estate, di ricavare delle piantine figlie. Sarà la stessa pianta madre a produrle su lunghi steli da cui spunteranno le radici. Lasciate crescere le piantine fino a quando avranno le radici abbastanza sviluppate da poter essere a dimora in vaso. E poi rinvasate.

Buona coltivazione!

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Nel post su come coltivare le erbe aromatiche sul balcone non ho menzionato il dragoncello, perché pensavo fosse un’erba aromatica sconosciuta ai più. E invece una mia attenta lettrice, Aurora, mi ha chiesto consigli su come coltivarlo e, quindi, eccomi qui.

Il dragoncello è una pianta aromatica erbacea originaria dell’Asia centrale. Ha foglie strette e lanceolate di colore verde chiaro dalle quale viene un aroma davvero molto intenso. Esistono due ipotesi che tentano di spiegare l’origine di un nome così caratteristico: la prima vuole che la pianta si chiami così perché le sue radici ricordano un groviglio di serpenti. L’altra, basata sulla tradizione tramandata per secoli, racconta che l’“erba dragona” sia una rimedio donato dal cielo per curare i morsi di serpenti e di altri rettili.

Per coltivare il dragoncello è bene sapere che esistono due varietà della pianta: il dragoncello russo, che fiorisce da luglio a ottobre,  e il dragoncello francese, superiore per aroma e sapore, ma sterile, per cui può essere riprodotto solo con la divisione dei cespi che deve essere fatta indicativamente tra marzo e aprile.

Il dragoncello va raccolto prima della fioritura, cosicché il sapore si mantenga intenso. Una volta seccato, va conservato in contenitori ben chiusi, all’ombra e in un luogo fresco e asciutto. Vi consiglio comunque di consumarlo velocemente perché altrimenti perde il suo profumo caratteristico e, dopo tutta la fatica fatta per coltivarlo, vi sembrerà di mangiare soltanto del fieno.

Se invece avete intenzioni di conservare il dragoncello a lungo vi do una ricetta fantastica insegnatami da una mia cara amica per preparare il burro al dragoncello. Una delizia. In pratica dovete impastare le foglie tritate di dragoncello con del burro ammorbidito. L’ideale è mettere 2 cucchiai di tritato per ogni 100 grammi di burro. Una volta impastato, mettete il composto nei contenitori per il ghiaccio e conservate in frigo, coprendo con della carta da forno. All’occorrenza aggiungente ai vostri manicaretti un cubetto di burro di dragoncello per dare loro un aroma intenso e particolare. Vedrete che successone.

II dragoncello infatti ha un sapore simile all’anice: con un po’ di pepe è ottimo per aromatizzare la carne, le uova, il pesce. Ha inoltre proprietà antisettiche e digestive. Una pianta davvero da scoprire.

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Scrivo questo post su come coltivare la lavanda, prendendo spunto dal commento di Maurizio che mi chiedeva se la lavanda può crescere anche con poca luce. Purtroppo per lui, la lavanda è una pianta da sole e da terreni aridi e sassosi; tant’è vero che cresce spontanea sulle coste bruciate dal sole dell’Italia meridionale. Quindi bisogna esporla a luce piena. Sono piante di piccole dimensioni, raggiungono un’altezza di massimo un metro, e sono sempreverdi. Le foglie sono strette e di un quel particolare grigio perlato che caratterizza un po’ tutte le piante mediterranee. I fiori si concentrano su lunghi steli a forma di spighe.

Come ho detto, la pianta soffre terreni particolarmente umidi e i ristagni d’acqua per cui, tra un’irrigazione e l’altra, è opportuno attendere che il terreno si sia asciugato. Il terriccio non deve essere acido né troppo fertilizzato; la cosa migliore è concimare la pianta all’inizio della primavera con un fertilizzante bilanciato azoto-fosforo-potassio . La fioritura varia da specie a specie, ma comunque si concentra tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Ed è uno spettacolo per vista e olfatto: avete presente le distese di lavanda delle Provenza? Una meraviglia della natura che vale la pena riprodurre in piccolo sul vostro balcone di casa.

I fiori di lavanda devono essere raccolti in momenti diversi a seconda dell’uso che se ne vuole fare: per uso erboristico vengono raccolti all’inizio della fioritura; per usi cosmetici e di profumeria nel periodo di massima fioritura. Una volta raccolti si devono lasciar seccare in mazzi appesi a testa in giù in luoghi chiusi, ma ventilati e non esposti al sole perché questo li scolorirebbe. Seccati, non perdono affatto il loro profumo intenso, tant’è che basta conservarli in sacchetti di tela o in ciotole per profumare la casa.

Alla fine della fioritura è bene potare tutti gli steli fioriferi per permettere alla pianta di rinvigorire. Vi consiglio di potare drasticamente le piante più debilitate e poco compatte, lasciando solo pochi centimetri di stelo. Vi ripagheranno l’anno successivo con una fioritura ancor più rigogliosa grazie allo sviluppo di germogli più giovani e forti. Chiaramente, come in tutte le operazioni di potatura, assicuratevi di sterilizzare gli attrezzi da taglio per evitare di infettare i tessuti della pianta. Potete lasciare la lama per qualche secondo sulla fiamma viva.
Seguite questi consigli e avrete il vostro piccolo angolo di Provenza in casa.

 

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Continuiamo oggi con una delle nostre guide su come coltivare ortaggi e frutta in città direttamente sul nostro balcone o sul terrazzo. Lo so, rischio di sembrare un po’ fissata, ma vi assicuro che è una soddisfazione indescrivibile mangiare, è proprio il caso di dirlo, il frutto delle vostre mani. E non vi dico l’invidia delle amiche quando vado a raccogliere i pomodori in terrazzo per fare una caprese veloce o una spaghettata. Oggi, quindi, vediamo come coltivare il pomodoro in vaso. Armatevi di una bustina di semi e partiamo. Vi consiglio la varietà di pomodori a frutti grandi perché i San Marzano basta un niente per farli marcire e i pomodori ciliegini sono difficili da portare a maturazione.

Marzo è il mese ideale per la semina. Come prima cosa vi serve un semenzaio dove far crescere i semi. Vi ricordate quel geniale semenzaio biodegradabile di cui vi parlavo qualche post fa? Se l’avete già dimenticato guardate qui.

Fatto il semenzaio, distribuite i semi di pomodoro in maniera uniforme e ricopriteli con uno strato di circa mezzo centimetro di terreno. Compattate con le mani, su sporcatevele, e coprite il tutto con un panno di tessuto o anche un telo di nylon, l’importante è che quest’ultimo sia bucato per permettere il ricambio dell’aria. Non dimenticate di annaffiare abbondantemente, ma di farlo con delicatezza, altrimenti rovinerete la vostra bella opera prima di partire. Assicuratevi di mantenere la terra umida durante tutto il periodo di incubazione dei semi ed esponete il semenzaio in piena luce.

A Maggio, quando le piantine saranno diventate alte circa 8-10 cm, è il momento di rinvasare. La scelta del vaso è fondamentale perché non bisogna ammassare troppo piante in poco spazio. L’ideale sarebbe collocare una sola pianta in un vaso da 30 cm. Io ho usato un vaso per l’orto in terrazzo specifico dove sono riuscita a piantare 6 piantine ben distanziate l’una dall’altra. Per quanto riguarda il terriccio bisogna evitare quelli con troppa torba e non bisogna dimenticare di creare sul fondo uno strato drenante di argilla espansa.

Il periodo di crescita della pianta durerà fino a luglio, tempo durante il quale innaffieremo due volte a settimana, assicurandoci di non lasciar seccare la terra, e concimeremo ogni tre. Non bagnate le foglie perché l’umidità favorisce le malattie fungine. Una cosa importare da osservare durante il periodo di crescita è togliere quelle foglie che crescono tra fusto e foglia. Permetterete così alla pianta di risparmiare forze per concentrarle nella fruttificazione.

A partire dalla metà giugno vedrete che i fiori si ingrosseranno fino a diventare succosi frutti maturi. Et voilà, servite in tavola. Un consiglio: raccogliete i pomodori alla bisogna, senza staccarli tutti dalla pianta una volta maturi. Il bello di avere l’orto sul balcone di casa è poter avere cibi sempre freschi senza doverli mettere in frigorifero.

 

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